lunedì 1 dicembre 2014

Brevi sprazzi di follia

In teoria sono un po' in ritardo sui tempi ma i succo è lo stesso: come dicevo in un antico post qui sopra ogni tanto mi scappano delle storielle brevi e strane di cui non so che fare che però poi restano a marcire sulla memoria del portatile. 

Per puro gusto personale ho deciso di metterle qui, se a qualcuno va di disegnarle io certo non mi ci opporrò, basta che me lo dite e che ci mettete il mio nome alla voce sceneggiatura. per il resto buon divertimento.

Questa è dedicata al tizio della wind che chiama a casa ogni giorno alle 12 fingendo di essere sempre uno nuovo.

TAVOLA 1

1/ 2 INTERNO GIORNO
Al centro di una piccola sala d'attesa vediamo un ragazzo (Luca il nostro protagonista) seduto su una delle sedie addossate al muro. Indossa ancora il giubbotto, è piegato in avanti e guarda il suo curriculum. Di fianco a lui sulla destra c'è una porta a vetro con la scritta “CALLCENTER WIN” di lato sulla destra si vede di sfuggita l'angolo della reception.

TITOLO: offerta imperdibile

ONOMATOPEA: driinn

FUORICAMPO: un secondo e sono da lei.

3
Controcampo sul banco della reception la segretaria Miriam, una ragazza carina con il microfono a cuffia si è alzata e sta girando attorno al banco.

MIRIAM: Benvenuto, si accomodi. Primo giorno?

4
Allarghiamo comprendendo Luca nell'inquadratura. Miriam è di profilo mentre apre una porta il ragazzo fa per seguirla alzandosi raccogliendo lo zaino.

LUCA: ehm... si, ho passato ieri il colloquio. Non vedo l'ora.

5/6
Miriam e Luca camminano affiancati di profilo da sinistra verso destra. Attraversano un corridoio dalle porte aperte sulle stanze si vedono persone sedute dietro a computer con cuffiette e microfono.

MIRIAM: Ottimo, l'entusiasmo è importante. Siamo una grande famiglia qui ma detestiamo quelli che vogliono solo uno stipendio.

LUCA: Oh no, io non sono così. Sono uno che ci tiene. Non vorrei mai deludervi.









TAVOLA 2

½ VERTICALE
Luca in piedi davanti ad una porta aperta su una saletta piena di postazioni come quelle viste precedentemente. Di fianco a lui Miriam che lo invita ad accomodarsi con un gesto della mano.

MIRIAM: quella è la sua postazione, buon lavoro.


3
Luca visto da davanti seduto alla postazione mentre indossa le cuffie con microfono. Nessuno sembra notarlo.

LUCA: Grazie, in che area sono stato assegnato?

4
Controcampo su Miriam in piedi davanti alla porta con aria noncurante

MIRIAM: per ora servizio generico. Poi, in base alle prestazioni, potremmo
assegnarla ad un area specifica.

5
Luca chino sulla postazione visto di spalle. Davanti a lui la porta aperta dove si intrvede la segretaria che sparisce oltre la soglia.

LUCA: Ottimo, spero di essere assegnato all'area nord...

MIRIAM: Non sei l'unico. Lì vanno solo i migliori. Buon lavoro

LUCA: grazie.

6
Luca alla postazione visto dal davanti. L'immagine è più scura, il ragazzo ha un sorriso da pazzo.

RAGAZZO: buongiorno signora! La chiamavo per informarla...










TAVOLA 3

1 STACCO INTERNO GIORNO INIZIO FLASHBACK
Luca con la barba vecchia di qualche giorno visto a mezza figura.. Indossa una canottiera spiegazzata e ha un telefono cordless all'orecchio l'espressione infastidita.

DID: un mese prima

LUCA: … si, lo so che è un offerta vantaggiosissima ma davvero, non mi interessa.

LUCA: Si, sono sicurissimo. Pensi anche ieri non mi interessava.

2 STACCO
Stessa inquadratura della 1 ma adesso Luca indossa abiti pesanti ed è bagnato fracido dalla pioggia.

LUCA: Oh salve mi stavo preoccupando era da un po' che non la sentivo... no, continua a non interessarmi l'offerta.

TELEFONO: Perché dice così è la prima volta che la chiamo...

LUCA: Non mi dica fesserie! è una settimana che chiama ogni mattina a mezzogiorno.

¾ STACCO INTERNO GIORNO
Luca mezzo nudo in piedi nel mezzo di un salotto disordinato di quinta si intravedono le gambe di una ragazza nuda coperta da un lezuolo. Il ragazzo ha in mano il cordless e ha un aria scocciata.

FUORICAMPO (RAGAZZA): chi era?

LUCA: ancora il tizio della wind che chiama in continuazione. Mi sta facendo impazzire..

5 PICCOLA
Dettaglio sul cordeless che squilla sul display c'è scritto “numero privato”

ONOMAOPEA: DRIIIINN

6
Allarghiamo ora nell'inquadratura c'è anche Luca mezzo nudo ed insaponato che risponde al telefono.

LUCA: pronto?

TELEFONO: buongiorno la chiamo...

LUCA: BASTA! Ha capito?! Basta! Non la sopporto più non mi interessa! Né ora ne mai!

TELEFONO: Non sia maleducato sto solo facendo il mio lavoro.

LUCA: e si guadagna bene a scocciare il prossimo?

TELEFONO: si, sono stato appena promosso coordinatore. La paga è buona adesso.






TAVOLA 4

1/ 2 VERTICALE STACCO FINE FLASHBACK
Interno di un corridoio degli uffici Luca vestito in completo elgante viene verso il lettore guardando sulla sinistra verso una porta chiusa con una targa che vedremo bene a vignette 3

DID: 3 mesi e molto lavoro dopo.

3
Stringimo sulla porta. Luca bussa. La targa recita: “Coordinatore area nord”

ONOMATOPEA: knok knok

COORDINATORE (da dietro al porta): Prego, avanti.

4
Interno di un ufficio classico: una scrivania, un telefono qualche quadro e una finta pianta d'appartamento. Seduto dietro la scrivania un uoo sui 30 anni di bell'aspetto e con un sorriso radioso. Vedaimo il tutto da una soggettiva di Luca che apre la porta.

COORDINATORE: Buongiorno, voleva vedemi?

LUCA: Buongiorno...

5
Controcampo su Luca. Ha degli occhi da pazzo ma l'espressione calma e professionale. Si sta allentando la cravatta mentre chiude la porta

LUCA: ...la contatto a nome di tutta l'area d Roma Nord...

6
Dettaglio della mano di Luca che fa scattare la serratura.

ONOMATOPEA: TALK







TAVOLA 5

1/ 2
Il coordinatore si alza da dietro al schivania è piegato in avanti e spaventato mentre Luca si protende afferrandolo per la cravatta e tirandolo verso il basso.

COORDINATORE: ma cosa... no fermo!

LUCA: chiamavo per informarla e rassicurarla che: si, abbiamo ricevuto le sue chiamate...

3
lil viso del coordinatore sbatte contro il piano della scrivania. È girato verso il lettore con un'espressione di terrore e sconcerto. La mano di Luca lo tiene giù per il collo. Qualche schizzo di sangue dalla bocca e dal naso fratturato.

ONOMATOPEA: SBAM!

LUCA: ...e no, non ci interessa!

4
Arretriamo leggermente spostandoci di lato. Vediamo sempre Luca che tiene la testa del coordinatore premuta sulla scrivania ma di lato con l'altra mano afferra il telefono.

COORDINATORE: aspetta! Che stai dicendo!?

LUCA: Non sia scortese e mi lasci finire. Vorrei farle una controfferta...

5
Vista dal davanti. Luca sbatte il telefono sulla testa del coordinatore. Vediamo l'immagine dal basso verso l'alto. La violenza del colpo fa saltare alcuni denti al coordinatore e sparge sangue in giro.

ONOMATOPEA: CRAK!

LUCA: lei e i suoi galoppini a 2 euro l'ora smettete di chiamare in continuazione a casa della gente...

6
Primo piano sul coordinatore, ha la faccia tumefatta e pesta. Sangue ed escoriazioni ovunque.

COORDINATORE: ...e tu mi lasci andare... ti prego...












TAVOLA 6

1
Primo piano su Luca con un'espressione professionale ma con degli schizzi di sangue in faccia che tiene il telefono sollevato nell'atto di colpire.

LUCA: no, ma prometto che farò più in fretta.

2
Completamente nera con alcuni schizzi di sangue in bianco.

ONOMATOPEA: CRAK! CRACK CRACK!

3/ 4
Nel corridoio, Luca esce dalla stanza del coordinatore tirandosi la porta alle spalle. Si guarda intorno circospetto.


5
Stringiamo su Luca che si sistema la cravatta, ha il viso pulito e un'espressione serena ora.

LUCA: Miriam?

MIRIAM (FUORICAMPO): si, dimmi.

6
Luca alla reception si sta avviando con fare noncurante verso la porta ma è girato verso la segretaria dietro al banco come per riferire un ultimo dettaglio.

LUCA: io stacco, ho finito... dimenticavo ha detto il coordinatore che non è il caso di continuare ad insistere sull'area nord. È un po' orta da quelle parti. Vi farà sapere lui.


MIRIAM: ok perfetto. Buona giornata.

mercoledì 12 novembre 2014

Inconsapevoli Bufalari



Ok, mò basta. Adesso ti svelo un pratico prontuario per capire internet così da non farti ammoccare ogni fesseria che trovi in giro.

Postulato: per quanto internet sia percepito come 'equivalente su schermo di un giornale cartaceo NON è così. Qui si guadagna in base a quanta gente clicca sulla mia pagina. Quindi, per esempio, scrivere qualosa come "non crederete mai a cosa ha fatto questo politico! sono delle merde" costringe a cliccare di più rispetto a "sottosegretario del nulla si dimentica lo scontrino del caffè".
Di contro però, per quanto meno interessante, il secondo titolo è più corretto e onesto.

Superato questo primo scoglio cerchiamo ora di arrivare ad accettare l'idea che su internet ci sono un sacco di stronzate. Dopotutto sui giornali e in tv ci sono imprecisioni, inesattezze o palesi bugie e non si batte ciglio. Perché internet dovrebbe essere diverso?

Uno potrebbe obiettare: “eh, ma mica sono un giornalista! Che ne so. Non posso mica mettermi a verificare la notizia.

Si, Puoi. All'atto pratico ci vogliono 5-10 secondi: Apri google scrivi nella barra di ricerca: “[titolo della notizia]+bufala” e se è una fesserie nei primi 3 risultati salteranno fuori uno o più siti che sbugiardano la notizia, spesso e volentieri anche con fonti e verifiche.

Ma diciamo che ad uno pesa il culo e aprire un'altra pagina e fare la ricerca fa fatica. Come fare? Con il sano spirito critico. Ecco un prontuario.

  1. CONDIVIDI/FATE GIRARE: identificano subito gli obiettivi dell'autore. Fai girare, dammi più visualizzazioni. Della notizia in se non ce ne frega niente.
  2. FONTI VAGHE: un amico, zio, cugino mi ha detto che... dal vivo non ci crederesti perché dovresti crederci su internet.
  3. ORIGINE DEI SITI: in basso sotto al titolo c'è l'indirizzo dal quale puoi deurre a che appartiene il sito. Ad esempio ilmattino.it è il sito del quotidiona di Napoli e quindi più attendibile. Indirizzi che vanno su Blogspot, altervista e simili sono blog su piattaforme gratuite il che gli da l'autorevolezza pari a quella di questo blog pieno di fesserie senza senso.
  4. GLI ALTRI NON LO DICONO: fammi capire, c'è un complotto che tacita la stampa tutta. Complotto di multinazionali, superpotenze e CIA ma tu, Pinco Pallo a caso su Facebook l'hai scoperto? A margine, facebook è una multinazionale non la Rete degli haker dei film cyberpunk.
  5. Generalmente queste finte notizie ruotano intorno a quattro grandi argomenti: politici, immigrati, donne e tumori. Perhè? Perché sono i 4 argomenti che fanno scuotere la testa alle scimmie mormorando “povera Italia” quindi poi le suddette scimmie si perquotono il petto e diffondono la pelese bufala. Ad esempio quella che dice che i clandestini pigliano 40 euro al giorno pagati dallo stato. Uno ci crede (domostrando mancanza totale di senzo critico ed intelligenza) e subito si lancia in una crociata che porta click all'inventore di bufale di turno
  6. CITAZIONI DI CODICI: Alcuni articoli dicono cose tipo “Ai sensi della nuova norma Leg1127/bis ora i rom viggiano gratis in metropolitana” citare il codice di una legge da autorità alla notizia. Provate a cercare su internet la legge citata. 10 su 10 non esiste.
  7. PERSONE AUTOREVOLI: è il vecchio “tizio a detto che...” non sai se esista il tizio citato, non sai se lo ha effettivamente detto o se è solo parte di un discorso che magari signfica il contrario proprio.
  8. OHMMIODIOMORIREMOTUTTI!: notizie nei toni allarmisti ed apocalittici che tendono ad esagerare situazioni chè già impressionano la gente. Esempio principe le notizie su Ebola. Che pareva dovesse ucciderci tutti a momenti mentre invece si riduce ad una situazione mooolto più ristretta.
  9. Guarda le altre notizie che condivide il sito da cui prendete la notizia. Se parla di: fuffa new age, veganesimo, alieni, complotti o anche solo se noti lì in mezzo notizie inverosimili.
  10. Siti apparentemente autorevoli come ILFATTOQUOTIDIOANO e BEPPEGRILLO.IT vicolano sempre una marea di notizie imprecise/esagerate o direttamente inventate. Soprattutto il sito di Grillo tende a dare notizie come “Finalmente la riscossa dei cittadini... CLIKKA” è poi la notizia è il nulla cosmico o un vago discorso politico altamente delirante.

Detto questo, non è che lo dice il dottore che ti devi “informare” su internet. La vita scorre serena anche se ti limiti ad un telegiornale ogni 2 giorni. Se poi proprio ci tieni a sentirti un moderno cittadino informato. Ti prego, ti imploro. Almeno abbi idea di come funziona il mezzo.

Nessuno te ne fa una colpa se condividi solo foto di gatti buffi

martedì 28 ottobre 2014

La notte dei Doni



Tanto tempo fa. La vita era più semplice. Il mondo era popolato da giusti che sapevano quale fosse il loro posto nel mondo. I governati facevano il bene della gente ed il popolo si limitava a rispettare le regole. Ogni giorno gli scienziati creavano nuove meraviglie per migliorare la vita dell'uomo comune.

Finalmente l'uomo era riuscito a crearsi un piccolo paradiso ma poi peccò d'arroganza.

A quel tempo cerano persone cattive, malfidenti e ingrate che contestavano i Governati. “chi vi da il diritto di comandare su tutti noi” dicevano. Erano stupidi e non capivano la grandezza del nuovo mondo ma i governati furono magnanimi e concessero ai rivoltosi di sedere alla pari con loro per decidere le sorti del mondo.
Un errore in buona fede, ma pur sempre un errore.

Le persone cattive e il loro continuo protestare portarono il caos del dubbio tra le menti illuminate che guidavano il mondo. “è questo il meglio che si può fare? È questa la Cosa Giusta?” i Saggi Governanti all'inizio accolsero con condiscendenza quelle affermazioni ma anche tra gli uomini santi si nasconde il germe del peccato.

Altri iniziarono a nutrire dubbi e col passare del tempo tra i Saggi Governati si crearono delle fazioni. Le fazioni discussero tra loro, alcune caddero nelle mani delle Persone Cattive, altre furono corrotte da dubbio e peccato. Il continuo discutere dei Saggi Governati portò il malcontento tra le masse. La gente non faceva più quello che veniva loro detto, presto iniziarono a fare domande, a chiedersi i perché delle cose.

Alla fine ci fu la Guerra. Gli scienziati smisero di costruire cose utili alla gente e si dedicarono ad armi sempre più spaventose. Fu una guerra lunga come una notte d'inverno. Gli uomini distrussero il Paradiso che si erano creati un pezzo alla volta finché non rimase altro che la Lunga Notte.

Furono anni duri e terribili. Nessuno poteva porre fiducia nel suo prossimo. Gli uomini si raccoglievano intorno alle rovine delle grandi città arrancando per sopravvivere nei resti della Guerra. Gli uomini avevano smesso di credere ed ora avevano paura.

Ma un giorno da là su nel cielo un Dio misericordioso e giusto vide le nuvole nere che coprivano il cielo e decise di mandare un Angelo ad osservare gli uomini. Con una scia di fuoco nei cieli l'Angelo volò sulla terra ed osservò la sofferenza che gli uomini si erano inflitti. Vide la paura e la disperazione ed ebbe pietà di noi.
L'Angelo aiutò l'uomo secondo quella che credeva la volontà di Dio. Tornò nei cieli e rimase a riflettere per trentatré giorni. Poi inviò il suo dono. Il decimo giorno di mezza estate tornò sulla Terra a portare i suoi doni per l'uomo. Le nubi della Lunga Notte si diradarono e nel cielo gli uomini videro cadere le stelle come mai era successo. Fu la prima Notte del Dono:grandi casse sconosciute piovvero dal cielo come comete. Nelle intenzione dell'Angelo ogni cassa era diretta ad una persona ma Dio si accorse di tutto questo e mandò forti venti per ingarbugliare le traiettorie sparpagliando le casse per il mondo. Dio non voleva aiutare troppo gli umani confidando che anche così avrebbero trovato la soluzione ai loro problemi.

Alcuni Uomini Cattivi aprirono le casse che gli erano arrivate. Altri, più saggi, decisero di non essere ancora degni del dono e le conservarono con reverenza in attesa del momento più santo e consono per aprirle e prendere il proprio dono dai cieli.


-racconto popolare “la notte dei Doni”. Creato dalla Chiesa dell'Angelo

Una vita fa questa era l'intro di una roba che volevamo fare insieme io e Lorenzo. Poi, come al solito, cazzi vari l'hanno lasciata sull'hard disk a fermentare.
Ora, non sapendo che farmene effettivamente, la lancio nell'etere che dopotutto era una vita che non aggiornavo qui sopra.

lunedì 18 agosto 2014

The Stick (1)

Allora, non è mistero che io e il disegno ci troviamo in due universi molto distanti tra loro. In genere quando prendo una matita in mano il foglio grida “Dio mio! No! Ti prego...n...AAAARGH”

Quindi nell'ambito del fumetto non mi sembra praticabile l'opzione “autore completo”.

Non è nemmeno un segreto che sia pieno di idee idiote come quella che mi accingo a presentarvi:

the Stick
Super copertina in edizione limitata

Nato dalla fusione delle vignette di Davide la Rosa, i fotoromanzi del Cioè e gli scarabcchi che uno fa mentre sta a telefono. Il tutto mischiato con gli effetti della mia insonnia e realizzato con innovativi materiali come:
-un blocchetto di post-it
-penna nera
-pennarello della cucina
-matita
-macchinetta digitale della mia coinquilina
-un'amica che sa usare photoshop nel frattempo che io capisco tutti i trucchi


Qui sotto le prime 2 pagine. In un universo perfetto ogni settimana aggiungerò pagine nuove. Ma per ora evitiamo promesse.





giovedì 31 luglio 2014

Fumetti a caso: Mayapan



di Vittorio Troisi e Joseh Vig
15,99 €

Un po' c'è da vergognarsi che questo sia il primo fumetto francese che mi passi per le mani e devo dire che non è stata questa grande esperienza. Ma è meglio andare con ordine.

Il volume che mi è capitato per le mani è il primo che si intitola “Sole Invisibile” tecnicamente è roba di dieci anni fa ma come sapete questa rubrica tende a parlare delle cose che mi sono capitate per le mani a caso e non delle ultime novità.

Comunque. La storia ci presenta una civiltà fantascientifica di pesante ispirazione maya con l'aggiunta di tutine da battaglia ed elmi dalla forma fallica. La società ha quel sapore di teocrazia dispotica che si può ritrovare un po' ovunque con l'aggiunta di caste di guerrieri, nobili, sacerdoti e povera gente che viene cacciata e/o uccisa senza motivo o per riti di iniziazione.

La storia si apre con un prologo di cui molte delle cose non sono chiare per poi spostare il punto di vista sulle vicende di Leah, un donna guerriero spietata figa e figlia della classe operaia. Di quelle che fanno il proprio dovere e che (sorprendentemente) con proseguire della storia vedranno smontarsi tutte le proprie certezze.

Leah suo malgrado verrà coinvolta in un complotto ordito da Non-Ho-Ben-Capito-Chi per prendere il potere nell'Acropoli (la città dove si svolgono gli eventi).

Tutto molto bello se non fosse che per metà del tempo non capisci che succede o di cosa parlano i personaggi. Alcune cose sono proprio poco chiare di base (forse per essere spiegate meglio nei numeri successivi) altre invece si perdono in mezzo a tutta una serie di nomi di persone, luoghi e cose che sembrano essere appositamente progettati per confondere il lettore. Ad esempio i nomi del cattivo, del mentore, di un tizio infido e di un altro ancora sono tutti foneticamente simili non aiutando molto la comprensione.
Oppure i nomi dei luoghi. Per dare spessore alla nuova civiltà tutte le cose hanno nomi particolari che però la storia non ti inquadra in un contesto capibile.

Per fare un esempio inventato: dire “devo portare la macchina a fare benzina” è un conto dire invece “Devo portare il krashind all'energoflusso” anche se nella testa dell'autore significano la stessa cosa nella seconda frase se non mi mostri uno che fa benzina io non capisco che significa la frase.

Quindi tutto una chiavica? No.

Nonostante tutti questi problemi la storia ci regala iun paio di belle trovate. Prima tra tutte il modo con cui il prologo si ricollega alla storia principale. Tutto il discorso del reclutamento e della vocazione di Leah. In pratica un guerriero è fedele al proprio signore perché questi gli induce una visione mistica che da un senso alla sua vita ed il guerriero non è in grado di tradire l'uomo che gli ha dato questa rivelazione.

Altra nota di incredibile merito sono i disegni: l'intero libro è un capolavoro visivo piano di dettagli e cose affascinanti. Ci deve essere stato un grosso lavoro di preparazione dietro. Non sono questo grande esperto di disegno per commentare ma devo dire che mi è piaciuto quasi tutto sia nella narrazione visiva che nel design dei personaggi (tranne l'evidente elmo a forma di fallo di uno dei sacerdoti).
Nel complesso un 5 anche se, una volta finito di leggerlo non mi è venuta sta gran voglia di sapere come continua.



mercoledì 30 luglio 2014

Giochi a caso: D&D 5 edizione: starter set (parte 1)



Da che mondo è mondo Dungeons & Dragons è sempre stato la punta di diamante del gioco di ruolo. A torto o ragione il termine “gioco di ruolo” e “D&D” sono quasi sinonimi. Il naturale percorso di iniziazione dei giocatori nel 99% dei casi passa per una partita a questo gioco. Negli anni le edizioni ed i regolamenti si sono succeduti in cerca di 2 cose:

-Permettere di fare più cose possibile col regolamento.

-Permettere alla casa produttrice di sfornare manuali all'infinito.

Recentemente dopo l'ottima 3°edizione la Wizards of the coast ha lanciato la versione del regolamento che si è poi rivelata un “disastrosa”. Le cause sono molte e varie ma si possono riassumere in un unica frase: la Wizards ha provato a lanciarsi nel mercato dei giochi da tavolo senza avvisare i suoi acquirenti. Oppure, per citare un mio giocatore: “Quando hai bisogno di un programma online a pagamento per farti il personaggio vuol dire che qualcosa si è rotto”.

Si potrebbe approfondire la cosa ma questo blog ha solo una decina di visite al giorno (di cui la metà cercava dei porno tra cugini) per cui limitiamoci a dire: 3°edizione bella, 4°edizione male e Pathfinder si è preso ciò che resta.

Ora mettiamo le mani su questo fantomatico starter set con cui la Wizards prova a riprendersi i suoi clienti ed a dimostrare che D&D non è poi così complicato. il tutto alla modica cifra di 15 euro.


Andiamo a vedere nel dettaglio: il principio di questo prodotto è fornire una versione semplice delle regole e tutto quello che sere per giocare dal 1° al 5° livello. All'interno della sontuosa scatola stile gioco da tavolo possiamo trovare:

-Un set pezzentissimo di dadi
-5 schede pre-compilate dei personaggi
-Un libretto con le regole.
-Un'avventura che ti promette di farti giocare fino al 5° livello
-Un foglio patinato con scritto a caratteri cubitali: “What are you doing last night?” come ad accusare i giocatori fidanzati di esser stati con la donna invece di venire a giocare.

Dando un occhio più da vicino alle schede si possono notare la presenza di alcuni corpi estranei:
scheda del mago


-Ci sono riquadri di caratterizzazione del backgrond tipo: “eroe del popolo: la gente del villaggio che ti conosce è sempre disposta a fornirti assistenza e aiuto”. Questo, ed il fatto che se ne parlava nelle anticipazioni, fa pensare che in fase di creazione del personaggio sia possibile scegliersi questi piccoli dettagli che i giocatori più esperti danno per scontati.

-Ogni pg ha un traguardo. Nel mio caso uccidere o sconfiggere il drago che ha occupato le rovine di Fuffaffero. Non so se ci sarà qualcosa di simile anche nella versione definitiva o se questo è solo un aiuto per focalizzarsi sull'avventura pre-fatta.

-Poi c'è tutto quello che ti aspetti: bonus per colpire, classe armatura (no thaco grazie sto a posto così), pf e una serie di capacità di classe. Ad esempio il guerriero si cura da solo anche se di poco.

Sempre osservando le schede vediamo anche che sono spariti i classici tiri salvezza. Adesso ogni effetto ti fa tirare su una delle classiche caratteristiche tiri il d20+il bonus di caratteristica e buonanotte. In base a qual'è la minaccia si decide la caratteristica. Lo stesso metodo si applica alle abilità eliminando per sempre il complicato ed inutile sistema dei punti, mezzi punti ecc ecc.

Guardando il regolamento si introducono due dei concetti che sembrano farla da padroni: la competenza ed il vantaggio. La prima è praticamente quanto il tuo personaggio è bravo a fare tal cosa. Se un personaggio ha la competenza in tal abilità a tiro salvezza piglia sempre un bonus su quei tiri in modo da rendere sensato che, a parità di intelligenza un mago ne sappia più lui di magia.

Il vantaggio invece va a sostituire tutti quei bonus/malus che si ammucchiavano nei casi particolari del combattimento (che ad una rapida scorsa sembra mooolto più snello e soprattutto privo dei poteri). Per farla semplice se una situazione ti da vantaggio tiri 2 dadi e scegli il più alto. Se ti da svantaggio scegli il più basso.

Dadi pezzenti che a Lucca te ne tirano dietro di più fighi

Del modulo d'avventura non posso parlarvene per ora perché (sia sempre lodato Dio) a questo giro ho scansato di fare il Master e quindi devo aspettare domani per sapere di che si tratta. Per ora posso dirvi solo che sbirciando tra i mostri un Bugbear ha 27 pf mentre il Guerriero grosso ne ha si e no 12.

Come prime conclusioni posso dire che l'impressione generale mi ha soddisfatto anche se tutta la storia delle competenze sembra essere una mascherata per le vecchie tabelle dei tiri salvezza et simila (se ho guardato bene la progressione a conti fatti è la stessa) ottima la totale assenza di poteri strutturati come nella 4° edizione e il fatto che non si menzioni la parola “quadretto” nemmeno una volta. Belle le caratterizzazioni del background ma resta da vedere come sono realmente in fase di creazione perché la possibilità che siano ininfluenti è abbastanza alta.


Ad ogni modo domani sera ci giochiamo e vi faccio sapere se funziona come sembra.

venerdì 25 luglio 2014

Fumetti a caso: Destino 2099



Erano i lontani anni 90 quando qualcuno alla Marvel sbattè la testa contro uno spigolo e disse “ma perché non facciamo un universo alternativo tipo fantascianza-cyberpunk con le versioni futuristiche degli eroi classici?”

All'epoca parve un ottima idea.

Il vero problema fu che, di tutte le testate che andarono a comporre l'universo del 2099, solo 2 si rivelarono degne dell'idea iniziale. Cose come Hulk 2099, punisher 2099 e (soprattutto) X men 2099 furono consegnate al'oblio che spetta alle cose risibili se non direttamente dannose.

Ghost 2099 prese la sua ottima via (un giorno approfondiremo la cosa, giuro).

Poi c'era Destino 2099, in genere il motivo per cui si ricorda quest'universo alternativo.

La storia partiva da un'idea semplice: uno tizio che forse era il Destino dell'era degli eroi o uno con i suoi ricordi si sveglia in una camera criogenica e si ritrova in un monod in mano alle multinazionali, senza eroi e che francamente non vale tutta sta pena di conquistare.

La serie galleggia per una ventina di numeri in situazioni abbastanza classiche e intrighi generici.
Poi arriva Warren Ellis.

Questo volume parte dall'inizio del suo ciclo di storie andando a raccogliere l'arco narrativo che ha sconvolto l'universo del 2099 trasformandolo da blando universo di supereroi con fuffe tecnologiche in qualcosa di altro. Qualcosa con più parentele con Transmetropolitan (che, caso vuole, arriverà giusto qualche anno dopo la chiusura dell'universo 2099).

Il succo della storia è questo: Destino, una volta risolti alcuni problemi personali, si guarda intorno e nota come il mondo che vorrebbe conquistare fa fondamenalmente schifo e soprattutto è fondamentalmente privo di qualcuno in grado di fermarlo.
Da qui seguiamo le vicende del Cattivo più amato di sempre intento ad imporsi come benevolo dittatore del mondo per il bene del mondo stesso.

Ed, in effetti, a giudicare da in che condizioni è il mondo del futuro Destino risulta quasi un eroe. Perché nel mondo del futuro la merda è davvero tanta. E nonostante un cattivo come Destino ci faccia un ottima figura resta il fatto che lui è solo un malvagio tra i malvagi.
La differenza è che lui ha un piano.

Il volume ci mostro il primo aro narrativo di Ellis. Le vicende si sviluppano in un crescendo che partono prima nel risolvere cose della run precedente per poi spostarsi sulla conquista dell'America. È in questa seconda parte che Ellis da il meglio di se con situazioni shockanti ed efferatezze all'epoca quasi sconosciute per le testate Marvel.

Quindi tutto rose e fiori? Tutto bellissimo? Capolavoro da OHMIODIODEVOAVERLOPERFORZA?
No.

Fermo restando che si tratta di un volume pieno di cose splendide resta i problema che è un pezzo di una run di un universo alternativo di un personaggio alternativo.
Per dirla in breve: se non sei stato un lettore del 2099 anche solo di striscio un po' ci perdi. Perché tutti i colpi di scena e gli sconvolgimenti dello status quo presentati dalla storia sono legati al passato dell'universo del 2099. Un esempio su tutti, senza fare spoiler, è la parte finale: se non sai chi è quel tizio tutta la scena ci perde.e lui come altri personaggi della seconda metà del volume sono comprimari di altre serie del 2099. così come tutte le storie dei comprimari che attorniamo Destino. Per carità tutte molto belle ma danno l'impressione (giustamente) di essere entrati al cinema a film iniziato.

Forse il problema si sarebbe potuto limitare prendendo una diversa selezione di storie. Eliminare dal volume la parte iniziale e prendere alcune storie mirate per presentare i personaggi di contorno. Oppure inserire qualche pagina di testo con un riassuntone.
Non saprei.

In fin dei conti un ottimo acquisto nonostante le 17 bombe del prezzo di copertina. Bisogna però ricordarsi che stiamo parlando di robe anni 90 con tutto quello che ne consegue: didascalie enormi, disegni vecchio stile e alcune ingenuità dell'epoca che ce le dobbiamo tenere (tipo la Dea del Cyberspazio).


Tutto sta a capire se pubblicheranno altri volumi. Io lo spero con tutto il cuore visto che i miei originali sono dispersi da qualche parte. Ma mi rendo conto che su alla Panini non è che possono ristampare tutto perché io non so posare i fumetti in cantina.

mercoledì 16 luglio 2014

Abbraccia il grigio



Abbraccia il Grigio.

Ti hanno detto che il mondo era fantastico affresco di colori e magia.
Ti hanno detto che il mondo è figlio dell'immaginazione, che la realtà supera sempre la fantasia.
La televisione, la storia, i libri ti hanno raccontato di eroi luminosi e di oscuri malvagi.
Ti hanno detto che c'è il Bianco e c'è il Nero

Ma non è vero niente.

Il mondo è una triste prigione grigia e amorfa. Siamo tutti condannati a morire lentamente ripetendo in eterno la stessa insignificante giornata. Nasci, cresci, lavora, riproduciti e muori. Nient'altro.

Non manipolano le nostre menti.
Non avvelenano il nostro cibo.
Nessuno manipola la nostra economia
Nessuno schiavizza le masse per qualche suo complicato piano malvagio.

Ci siamo solo noi e la nostra gabbia di noia.

Ma c'è un modo di scappare.
Noi ti indicheremo la via.

Se non avrai pietà.
Se non ti farai frenare dalle catene della logica.
Se non ascolterai le sirene del senno di poi.
Se avrai il coraggio di lasciarti andare alla pazzia.

Abbraccia il Grigio e dopo, forse sarai libero.








No, non sono impazzito (o almeno non del tutto) questo vedetelo come un'anticipazione di una roba che mi frulla nella testa da un po' che ho deciso di buttare nel grande oceano telematico del “Non Ce Ne Frega Un Cazzo”.
In questi giorni riordino le idee e Spiego cos'è sta roba che nella mia testa è esattamente a metà tra una setta segreta, un fumetto, un gdr, una storia a bivio e un esaurimento nervoso.

Come funziona il tutto: a cadenza Grossomodo Settimanale Ma Più Probabilmente Casuale inserirò come post del blog dele piccole sceneggiature brevi di circa 4 tavole.
Se a qualcuno dovesse piacere la storia al punto da farsi venire la voglia di disegnarla non ha che comunicarmelo nei commenti e magari mandarmi il prodotto finito per metterlo sul blog ovviamente con tutti i nomi del caso non è che mi piglio il merito.
Se, come prevedibile, avete altro da fare continuerò a cacciare fuori le sceneggiature finché la vena non si esaurisce a prescindere da tutto e se l'idea dovesse rivelarsi così geniale che qualcuno me la frega e la usa... beh pazienza (ma farebbe bene a non farsene accorgere)


Perché questa cosa strana?

Perché non so disegnare, perché sono curioso di vedere la follia che salta fuori e perché ogni tanto mi vengono in mente storie con cui non so che farci. E sarebbe molto bello se qualcuno lì fuori decidesse di disegnare una delle storie perché la sente vicina a se.

Poi vallo mai a sapere

lunedì 14 luglio 2014

La Mafia dell'Anello (3)

 Qui le parti UNO e DUE

Da qualche parte a Nord

Per Kira quella foresta era sconosciuta, sentieri nascosti dalla neve e pini dalle radici serpeggianti pronte a trasformare la loro fuga in una rovinosa caduta. L'unica cosa che le era familiare avrebbe preferito risparmiarsela: goblin. Piccoli verdi, stupidi e crudeli come esattori delle tasse. Ed erano vicini. Inseguivano lei e Garth forti del loro numero e della siurezza che quest'ultimo sarebbe drasticamente calato se avessero deluso il loro padrone.

Garth scagliò un paio di frecce, apparentemente a caso, verso gli inseguitori. Non ci furono grandi risultati ma Kira se lo aspettava, Garth non era un gran che come guerriero. Anche se lui avrebbe vantato decine di grandi battaglie dall'alto dei suoi sedici anni.

“Corri! Sono troppi per combattere, stupido!” gridò appena vide il giovane barbaro che si preparava a sguainare la spada . Kira detestava trattarlo così, era anche colpa sua se erano in quel guaio. Anzi, dopo un breve riesame, era decisamente colpa sua.
“Non possiamo correre per sempre! Dobbiamo affrontarli!” gridò Garth.
“Usa il cervello. Non puoi ucciderli tutti. Ti faranno a pezzi” rispose lei.
“Lei cosa consiglia saggia principessa?” disse Garth acido.
“Seguimi” lo sguardo di Kira si era fatto rabbioso.

Muovendosi a zig zag tra gli alberi innevati i due ragazzi si allontanarono dagli inseguitori evitando le frecce che cadevano verso di loro. I versi striduli dei goblin erano tutti intorno a loro.
“Ci stanno circondando. Non possiamo andare da nessuna parte!”
“Ci basta salire più in alto sul pendio. Tu sta zitto e tieniti pronto con quella spada.” disse Kira.
L'espressione di Garth era quella di uno che realizza la differenza tra una gloriosa storia di battaglia e un vero scntro disperato.
I goblin erano più agili nelle gallerie sotto le montagne che in quella foresta intricata. Gli odori nuovi confondevano le creature, lo splendore della neve le accecava. Garth e Kira erano cresciuti in foreste come quella. Il loro clan si spostava di continuo sulle montagne seguendo angusti sentieri di montagna, nascondendosi e cacciando. Kira si sforzò di pensare ai goblin come semplici prede, non mostriciattoli verdi armati di archi e pugnali pronti a ucciderli. Cercò di pensare a un branco di cervi, ne aveva cacciati alcuni con suo fratello. E i goblin erano di sicuro più stupidi dei cervi.
“Dammi la spada” disse Kira.
Garth gliela porse senza dire una parola. La ragazza prese la lama con cautela poggiando la grossa punta piatta sulla neve. Mormorò alcune parole prima di mordersi il dito indice fino a farlo sanguinare. Le piccole gocce caddero sulla lama con un tenue bagliore. Poi ripassò la spada a Garth.
“gli spiriti della roccia ti aiuteranno ma ti hanno concesso un solo colpo. Usalo bene” la ragazza era impallidita, aveva il fiato corto. Lentamente si sedette tra i cespugli cercando di impugnare l'arco senza riuscire a tenerlo puntato.

Qualche metro più in basso i goblin stavano cercando di ritrovare le loro tracce. Il continuo chiacchiericcio si fece eccitato: finalmente avevano trovato le orme dei ragazzi.
Mentre quello che aveva l'aria del capo meditava sul da farsi Garth balzò in avanti caricando il colpo con la spada dietro la schiena. I goblin cercarono di puntare gli archi ma troppo tardi.
La lama di Garth colpì. La punta sporca di sangue sbatté con forza sulla roccia. un violento spostamento d'aria simile ad un tuono rimbombò in avanti travolgendo il gruppo di goblin con un'onadata di suono e rocce. Un istante dopo una grossa roccia si staccò dal pendio dove si trovava Garth guidando la frana come un generale guida la coraggiosa carica dei suoi uomini. In pochi secondi i goblin vennero sommersi dalla frana e dispersi.

Garth si girò verso Kira sorridendo. Lei ricambiò con sorriso stanco mentre riprendeva le forze spese per la piccola magia. Qualunque cosa il ragazzo volesse dire venne congelato dall'alzarsi di un vento gelido e innaturale.
L'aria si fece fredda, quel tipo di freddo che non concede scampo. Come il gelo che si alza al primo appuntamento dopo una battuta di cattivo gusto. Era qualcosa che andava al di là del semplice gelo.
Era qualcosa che poteva congelare le anime oltre che i corpi.

Ma il freddo non era la cosa peggiore, Garth li sentì per primo: sussurri. Tutto intorno a loro, una voce per ogni ombra e ad ogni mormorio le ombre sembravano addensarsi in verso la figura nera al limitare degli alberi: un cavaliere. Nero come l'interno di una bara avvolto di stracci più simili a fumo che a stoffa.
La mano di Kira andò istintivamente alla sacca di cuoio alla sua cinta. Quasi vide il piccolo anello d'onice risplendere di un colore privo di luce che vi era contenuto.

Il cavaliere sguainò la spada.


Continua...

venerdì 6 giugno 2014

Frasi e situazioni che hanno rotto i coglioni



In genere in un film/telefilm/libro/fumetto si arriva sempre al punto in cui si valuta se vale la pena continuare o andar a far altro. Questo punto di rottura varia da persona a persona ma ci sono fattori che possono avvicinarlo notevolmente.

Primo tra tutti le frasi fatte. Quelle frasi usate e riusate nei secoli dei secoli che ormai hanno perso tutta la loro figaggine.

Ecco la mia classifica personale. Sentitevi liberi di aggiungerne altre nei commenti.

1- “Non poi uccidere quel che è già morto!”

2- “Quando guardi l'abisso, l'abisso guarda te.”

3- “stai attento” detto prima di una missione importante.

4- “Non ti dirò niente!”

5- “Adesso ti spiegherò tutto il mio piano malvagio tanto poi ti ucciderò”

6- “Si è inceppato l'innesco! Dovrò far esplodere la bomba manualmente sacrificandomi!”

7- “Ti fidi di me?”

8- “Niente è per sempre” e la più famosa derivazione “Non può piovere per sempre”

9- il testimone a sorpresa


10- “Tesoro non è come pensi...”

venerdì 9 maggio 2014

Gomorra - la serie



Lo confesso: quando ho visto il promo su sky ho pensato di questa serie tutto il male possibile. Perché Gomorra il libro è quello che è, il film già l'ho subito come una una cena a casa di parenti sconosciuti e la paura che fosse una di quelle robe pedagogiche con il poliziotto buono, sfigato contro i camorristi cattivi.

Poi però la puntata l'ho vista.

e...

...E invece è una roba di un livello e di una bellezza rara se si considera l'assenza di nomi anglofoni nei titoli di testa.
Per la 3- 4 volta le produzioni italiane fanno sapere che non dobbiamo morire solo di un posto al sole, commedie alla vacanze da qualche parte e fiction con Beppe Fiorello. Ovviamente parliamo di Sky ma almeno è qualcosa.

Ma com'è questa serie? A giudicare dalla prima puntata è di un livello alto, alto assai. Ottima recitazione, una regia che sa fare e una generale abilità nell'inquadrare pezzi di Napoli che fanno atmosfera nella scena.

La sceneggiatura fa presto a presentarti i personaggi evitando di considerare lo spettatore un rincoglionito e spiegando quello che serve una volta. Se capisci bene, se no cazzi tuoi. Bei dialoghi, belle scene, con ironia in alcuni momenti e molto molto nero. La vita dei camorristi è presentata per quello che è: una merda, ma l'unica che tengono. C'è un effetto di epicità, il fascino del male.

Ma la cosa più bella è che una produzioni sfrutti l'immenso calderone di storie che sta lì inutilizzato in Italia. Per la serie: abbiamo complotti politici, gli anni di piombo, mafia camorra ecc, gli etruschi città antiche come il mondo. Possibile che le cose si devono ambientare in America? Che è noi non lo teniamo il materiale?

Detto questo una nota a margine: qualcuno dice che una serie del genere fa cattiva pubblicità a Napoli. Che è un po' come se Los Angeles avesse avuto cattiva pubblicità dai libri di Ellroy.


Vado a vedermi la seconda puntata.

venerdì 2 maggio 2014

Riassumendo il comicon



quest'anno a causa di una serie di problemi intrinsechi alla vita quotidiana ed un'altra lunga lista di miserie umane non potrò andare al comicon di Napoli.. il che fa un po' strano visto che ci sono sempre stato dal primo anno di manifestazione.
Fortunatamente la fiera di Napoli è molto simile ad un rito religioso che va ripetendosi di anno in anno uguale a se stesso con piccole variazioni sul tema per cui, se come me non potete andarci, ecco un riassunto veloce di quello che vi siete persi

Ai cancelli della Mostra d'oltremare ci sarà tanto di quel casino che mano per una partita del Napoli. Delle 3 casse ne funzionerà una a fasi alterne e fare i biglietti sarà un calvario.

Ci saranno centinaia di cosplayer che intaseranno i corridoi ed ogni spazio disponibile con costumi elaborati ed ingombranti.

Ci saranno un sacco di fumetti nuovi in uscita ma il casino necessario per acquistarli vi farà seriamente pensare di aspettare che escano in fumetteria.

Il padiglione dei giochi sarà inavvicinabile senza parlare delle console messe a disposizione che saranno assediate tipo oasi nel deserto.

La bancarella del ramen farà affari d'oro vendendo a giovani jappo-minchie l'esotica zuppa a 5 euro a porzione nonostante loro l'abbiano pagata 60 cent al supermarket cinese vicino alla stazione.

Il sapone, il deodorante ed ingenerale l'aria respirabile saranno banditi dai padiglioni per tutta la durata della fiera.

Se siete furbi, dopo un primo giro, la miglior cosa da fare e mettersi sul prato interno e fare i marpioni con le cosplayer.

Fate le foto ai tizi dello stand del Trono di Spade, ma se vi propongono di giocare di ruolo o simili scappate. Veloci! 

Qui le nostre conoscenze da monomaniaci non sono handicap ma vantaggi per scalare la gerarchia sociale.

Durante il torneo di Magic qualcuno storpierà italiano e inglese in frasi apparentemente senza senso tipo “Che topdeckata! It's chrismas time!”

Al torneo di Warhammer qualcuno avrà una botta di sfiga enorme.

Dei coglioni litigheranno con altri coglioni all'ingresso.

Nonostante il divieto ci saranno mappate di tizi con cartelli “free hugs”, “free kitammuor” e Free il cazzo che ti pare.

Potrai trovare tutti i fumetti che ti mancavano ma spenderai il budget di un mese nell'arco di 20 minuti.

I venditori di carte sfuse di Magic tireranno dei pacchi allucinanti a chiunque osi passare di lì.

Potrai mangiare pizza fuori dalla fiera, se vuoi, ma dovrai avviarti tipo a mezzogiorno.

Al ritorno scoprirai come la metropolitana di Napoli, per evitare discriminazioni, lasci il numero di corse invariato anche se la quantità di gente è quadruplicata.

Per qualche motivo le ragazze napoletane amano vestire in maniera succinta durante i giorni di fiera.


Ed io vorrei essere lì invece di stare qui a scrivere post acidi...

lunedì 14 aprile 2014

Fumetti a caso: Dork Tower


di John Kovalic


Prima di Big Bang Theory...

Prima che le cose nerd diventassero di moda...

Quando vedere un trailer di un film sui supereroi era una novità assoluta...

In quei tempi più rosei e belli (soprattutto perché ero più giovane) c'era Dork Tower. Il primo incontro fu sul fondo di un antico reperto di epoche antiche: la rivista di giochi conosciuta come Kaos. Tra una marea di articoli su giochi di ruolo, carte Magic e oscuri giochi da tavolo c'era questa striscia comica piena di ermetiche battute incomprensibili alla gente normale ma che ti fanno pensare “wa proprio come a noi quando...”

in seguito la Nexus editrice in un impeto di iniziativa personale ha iniziato a pubblicare delle raccolte delle strisce aggiungendo materiale inedito americano, sia strisce singole che storie più lunghe. Imbarcandosi anche in una delle più complicate traduzioni di tutti i tempi tra giochi di parole, oscuri termini nerd e parole intraducibili che però vanno tradotte.

Ma di che stiamo a parlà?


Cose tipo questa


Presto detto: Dork Tower sono le vicende “quotidiane” di un gruppo di nerd nella pacifica cittadina di Mud Bay. Nerd a tutto tondo di quelli che dividono la settimana tra una patita a un gioco di ruolo, una ricostruzione storica, maratone di telefilm e playstation.

I personaggi sono quatto più varie aggiunte occasionali:
Matt: quello un po' romantico sfigato fino al midollo è quello che ci crede, si organizza, propone e alla fine va sempre a sbattere contro la realtà di un mondo che per la metà del tempo deride le sue passioni e per l'altra metà non le capisce.
Igor: il matto che si esalta subito, che deve comprare tutto, avere ogni variant cover e giocare ad ogni gioco disponibile. Quello che, quando si gioca al gioco di ruolo del Signore degli Anelli, propone di uccidere Frodo, rubargli l'anello e instaurare un regno del male nella Contea.
Matt: un ingegnere informatico fissato con le regole. Di quelli capaci di citarti ogni frase dei loro telefilm preferiti, ogni virgola di qualsiasi regolamento o anche l'ultima polemica internet.
Carson: un... ehm... topo muschiato antropomorfo (non chiedetemi cos'è che non lo so) che spesso fa la voce della ragione tra gli altri folli.

A questi si aggiungono:
Gilly: la dark allegra e spigliata che crea panico nella comunità tristo-dark di Mud Bay
Kaylegh: ex di Matt che detesta i giochi e tutto ciò che ne consegue.

Non mi metterò ora a raccontare le storie per evitare che il mio blando riassunto faccia sembrare il tutto una cacata noiosa. Basti dire che se siete o siete stati parte della comunità dei giocatori/fumettari/videogiocatori sicuro come la morte vi riconoscerete in più di una striscia.

La Nexus prima di fallire in un mare di sangue e supplementi per gdr di dubbio gusto è riuscita a pubblicare i rimi 7 volumi che raccolgono 5-6 storie a testa più una trentina di strisce. Ad ogni modo se masticate abbastanza bene l'inglese e siete pronti a googlare ogni tanto qualche oscuro riferimento c'è il sito americano dove due volte a settimana mettono su una striscia nuova.


Ps: si, il creatore è lo stesso che ha illustrato il gioco di carte di Muchkin (se non sapee cos'è anatema s di voi a documentatevi QUI

giovedì 3 aprile 2014

Fumetti a caso: Lukas


Disegni: Michele Benevento  Storia: Michele Medda

Di questi tempi pare che in Bonelli qualcuno si sia alzato ed abbia detto: “signori, dobbiamo far capire che a noi della crisi non ce ne batte una fava”. Tra i vari progetti e miniserie lanciati nell'ultimo periodo l'ultimo arrivato è Lukas, una miniserie di otto numeri che inizia con questo albo con il protagonista in bella vista, due occhi inquietanti sullo sfondo e un titolo francamente bruttino “deathropolis”.

A dirla tutta il titolo dell'albo e le grosse vignette nere con al voce narrante sono le uniche due cose che non mi sono piaciute del fumetto. Ma cerchiamo almeno di seguire un ordine. Chi è Lukas e cosa fa?
Per chi ha letto l'albo queste già sono buone domande su cui probabilmente girerà parte della serie, per tutti gli altri Lukas è uno zombie o simile. Non troppo decomposto e con una faccia da fesso di ragguardevole livello. Però non è che è proprio uno zombie eh, è solo uno che si è svegliato nella tomba senza sapere chi è o che fa (il nome lo ha copiato da una pizzeria)ma se lo provochi gli si fanno gli occhi strani e mena come un ossesso incurante delle ferite, forse ha fame di carne umana ma per ora non sembra così affamato.

L'albo si dipana durante la prima giornata da resuscitato di Lukas andando ad introdurre la città e vari personaggi di contorno. Le sottotrame sono abbastanza frequenti e sviluppati, io personalmente mi sono un po' perso nella parte centrale chiedendomi “si ok, questa tizia sta facendo questo ma a me che...” il tempo di completare la domanda e tutto piglia un senso verso la fine collegandosi alla perfezione.

Un bel fumetto, interessante lo spunto, piacevole lo svolgimento e le varie vicende di contorno. Ci sono alcune scene che rimandano al mondo reale (la scena del cantiere su tutte) che mi hanno fatto un po' storcere il naso però nel complesso funzionano per far capire come va in città ( a Deathropolis...brrr).

Unica nota stonata, dal mio punto di vista, è la già citata voce narrante che fa la sua apparizione in vignette tutte nere. Non è che sia una brutta cosa avere una voce narrante ma il fatto che non aggiunga poi molto alla lettura. Nel senso: se in una vignetta vediamo Lukas che copre un novello cadavere con un telo che senso ha metterci al didascalia “lo coprì pietosamente con un telo”. Lo so già, l'ho appena visto.
Ma vabbè, manteniamo la riserva che magari avrà senso dopo chi lo sa.

Quindi? Quindi abbiamo qui un altro caso di fumetto italiano bello alla faccia dei clan “io leggo solo manga perché no cioè”, “Eh ma i francesi hanno un'altra poesia” e l'immancabile “Quelli gli americani stanno avanti”

Un bel fumetto, dall'inizio alla fine (forse con un po' di stanca nella parte di mezzo ma quello magari è colpa mia che so pigro).

E intanto il portafogli sente sempre più il peso delle uscite mensili.


sabato 22 marzo 2014

La coppa del Caos



Grizak Kaskainpiedi era un goblin di successo, il fatto che fosse nel giro da anni e ancora in relativa buona salute ne era una prova schiacciante. Nel suo ambiente la vita media di un goblin era di circa due mesi. Lui era nel giro da quasi 8 anni.

Come molti altri aveva iniziato la carriera come riserva della riserva della riserva in una squadra di orki, le Asce Sdentate. Si era guadagnato una discreta fama come ricevitore in quelle rare occasioni in cui l'allenatore delle Asce metteva da parte la pura violenza per effettuare un passaggio filtrante.

E funzionava!

Di solito lanciare un goblin con la palla in linea di meta è un modo per perdere la palla in modi acrobatici. Ma Grizak era bravo: lui atterrava in piedi.
Ma nel duro e violento mondo del Blood Bowl la carriera di un goblin è desinata a finire, solitamente sotto lo stivale di un avversario. Per Grizak fu così: un volo di 30 metri interrotto a metà dal pugno del difensore minotauro dei Caos All-stars.

La carriera di giocatore di Grizak era finita. Per qualche anno si dedicò all'allenamento. Fondò la sua squadra di goblin, disputò qualche campionato con scarso successo. Volando su e giù per il campo con le Asce Sdentare aveva avuto un punto di vista privilegiato sulle partite. Come tutti i goblin Grizak era furbo e infido ma benedetto dagli dei con una soglia di attenzione superiore alla media goblin (che si attesta sui 12 secondi circa).
Era un ottimo allenatore, il problema era la materia prima: i Ghigno Maligno non riuscirono mai ad emergere dai campionati inferiori.

Poi avvenne la grande razzia del 2350.

Le flotte degli elfi oscuri razziarono tutte le città sulla costa del Vecchio Mondo facendo schiavi e prigionieri. Sfortuna vuole che i Ghigno Maligno stessero disputando una partita da quelle parti. Metà di loro vennero trucidati. Altri, tra cui Grizak vennero portati nella fredda Naggaroth come schiavi.

La sua carriera sarebbe dovuta finire di lì a poco come antipasto della grande cerimonia della festa del Sangue di Khaine, dio dell'assassino amato dagli elfi oscuri. Il programma della festa comprendeva la finale della Coppa del Gelo tra i Naggaroth Riders e gli allora sconosciuti Khaine's Slasher poi una serie di festori sacrifici umani e umanoidi per festeggiare la vittoria.

Grizak era tra i primi a dover assaggiare il coltello della sacerdotessa ma gli dei goblin sanno essere generosi: ai sacrifici era concesso di assistere alla partita in un'apposita gabbia sistemata tra le due panchine. Tale era la passione del goblin per il Blood Bowl che si sgolò per dare indicazioni tattiche ad entrambe le squadre.

Come è logico aspettarsi i Naggaroth riders ignorarono gli strepitii del goblin ma Eldric Cuorenero, allenatore dei Khaine's Slasher prestò orecchi a quei consigli vincendo la partita. Con un gesto inedito tra gli elfi oscuri Cuorenero reclamò Grizak come suo servo personale salvandolo dal sacrificio.

Adesso, dopo 3 anni di intenso Blood Bowl, Cuorenero era morto avvelenato nel prepartita contro le Schegge di Skarogna. Grizak era diventato primo allenatore, una caso quasi unico per una squadra di elfi violenti e xenofobi. Ma i risultati tenevano al sicuro la vecchia pellaccia verde del goblin.
Sotto la sua guida i Khains's Slasher erano emersi guadagnandosi un posto di tutto rispetto nei campionati maggiori in giro per il Vecchio Mondo. Grazie alle sue strategie ed alla feroce sete di sangue dei suoi giocatori avevano conquistato due Blood Bowl Cup.

Poi era iniziato il declino: Anayres, la strega elfa punta di diamante dell'attacco degli Slasher aveva perso entrambe le gambe durante un placcaggio sulla linea di meta; Indal, il più violento attaccante che Grizak avesse mai visto aveva contratto la piaga di Nurgle dopo aver avventatamente mangiato il cuore di un purulento uomobestia dei Putrescenti di Nurgle. Altri giocatori si erano riturati per raggiunti limiti di età e fisici. Gli infortuni iniziavano a pesare.

Ora davanti a Grizak c'è lo stadio dove disputeranno la finale della Coppa del Caos, il più importante e prestigioso dei trofei del Vecchio Mondo. Ovviamente i favoriti sono i Caos All-Stars, una squadra solida e violenta di mutanti e mostri contro quel che resta dei Khaine's Slasher.

Grizak fuma nervosamente il suo sigaro osservando i campo decorato di vecchi resti umani. Deve vincere, la sacerdotessa di Khaine proprietaria della squadra è stata molto chiara: il suo sacrificio è stato solo rimandato.

NOTE FINALI: ecco, per chi non lo sapesse sto azzeccando malamente su Blood Bowl on-line. Al momento sto davvero iniziando i play-off della Coppa del Caos e, per quanto mi sforzi non riesco a staccarmici.

Ecco spiegato perché non aggiorno da una vita. Vedo di prendermi questa coppa e poi ricominciamo a fare le persone serie.

venerdì 7 marzo 2014

Libri a caso: Hyperion



Era una notte buia e tempestosa e io non avevo niente da leggere. Così, dopo aver riletto per tipo la settima volta il Cicli della fondazione di Asimov ho chiesto ai miei contatti di facebook di consigliarmi un buon libro che si muovesse sullo stesso genere: Space opera.
Da più voci mi è stato categoricamente consigliato questo libro vincitore del premio Hugo e altre quisquilie.

Ma veniamo a noi che già si è perso troppo tempo. Hyperion è il primo libro di una saga di 4 volumi collettivamente conosciuta come I Canti di Hyperion. Nonostante affrontare quattro libri a scatola chiusa possa risultare impegnativo per un lettore la natura del ciclo scritto da Dan Simmons resta quella di una storia “generazionale” che si dipana nel tempo mostrando un'enorme affresco fantascientifico. Un po' come il già citato Ciclo della fondazione o il ciclo di Dune (Libri che, se vi definite patiti di fantascienza dovete leggere).

La storia si può riassumere più o meno così: siamo nel futuro, l'umanità si è diffusa su migliaia di mondi tramite la tecnologia dei Teleporter, che permettono di viaggiare istantaneamente da un mondo all'altro. L'umanità è unita sotto la guida dell'Egemonia Umana, un mega governo stellare di tipo democratico.
Tra tutti i mondi umani c'è Hyperion, un piccolo pianeta ai confini dell'Egemonia con un mistero: le Tombe del Tempo, un complesso archeologico non umano immerso in un'anomalia temporale. Nelle tombe vive una creatura aliena/robotica: Lo Shrike. Questa creatura prigioniera delle tombe è venerata quasi come un dio per via della sua capacità di manipolare il tempo. Negli anni la Chiesa dello Shrike ha organizzato numerosi pellegrinaggi verso le Tombe. Secondo la tradizione lo Shrike risparmierà un solo pellegrino concedendogli un desiderio.

La storia inizia con l'ultimo pellegrinaggio autorizzato dall'Egemonia e dalla chiesa prima che Hyperion diventi un campo di battaglia nella guerra tra l'egemonia e gli umani dello spazio esterno detti Ouster.
I pellegrini non sono scelti a caso e durante il viaggio verso le Tombe del Tempo ogni pellegrino racconterà la sua storia e il motivo per cui è stato incluso in quell'ultimo pellegrinaggio.

In pratica Hyperion è una sorta di Decamerone fantascientifico. Mentre la trama di contorno va avanti ogni storia aggiunge un piccolo pezzo al tutto che poi comporrà il libro. I personaggi raccontano ognuno la propria storia in modi diversi: in prima o terza persona, in linguaggio alto o sboccato. Simmons è abilissimo a far trasudare la personalità di ogni pellegrino nella sua storia personale e nel quadro generale. I pellegrini i se sono archetipi, c'è un politico, un prete, un soldato, un poeta, un investigatrice, uno studioso e un eremita. La qualità di ogni racconto è altissima ma il momento veramente impareggiabile è quando il lettore inizia a cogliere dei rimandi e degli accenni che preannunciano un quadro d'insieme che sarà rivelato man mano che i racconti proseguono.

A questo punto mi sento in dovere di dire solo altre due cose: fate attenzione al finale, che per quanto possa piacere ad altri lascerà con l'amaro in bocca. A voi tutti dico: dont panic e prendete il successivo della saga (di cui pariamo domani)

Sicuramente tra i vari racconti dei pellegrini troverete il vostro preferito tanto per dovere di cronaca il mio favorito resta il Racconto del Poeta, seguito a ruota da quello dello Studioso.

Se vi va fatemi sapere il vostro personale vincitore.



venerdì 28 febbraio 2014

Capitan Coraggio



“C'è qualcosa là giù..”
“Dove?”
“tra le palme. Qualcosa sta venendo avanti..”
“Ah Sté, falla finita!”

Sono le 4 e 30 del mattino. La casa è una specie di cantiere io e Aurora occupiamo l'unica stanza abitabile. Aurora è appena svenuta in bagno per i suoi soliti cali di pressione ma stavolta, quando si è ripresa, e è arrivato addosso tutto il campionario delle paure umane legate all'ignoto. Ha quel tipo di paura che si insinua strisciante ad ogni rumore vagamente sospetto.
È una reazione comune se ti alzi per fare la pipì e ti ritrovi distesa a terra in un bagno sconosciuto con un brutto ceffo (io) che ti scuote chiamandoti.
Siamo distesi nel lettone, luce rigorosamente accesa. Parliamo più per riempire la stanza di rumori noti che per scambiarci informazioni.

È in questi momenti che la natura e l'evoluzione pretendono che l'uomo si sobbarchi il suo compito evolutivo. Come il primo uomo scimmia è accorso nella grotta armato i torcia per dimostrare al resto ella tribù che quelle sono solo rocce dalla forma strana e non demoni oscuri.
Quindi, costretto dagli eventi mi sono preso il mio fardello evolutivo.

E mi sono lasciato impressionare dalle ansie di Aurora. Quando uno è una persona fantasiosa fa facile vedere cose che non ci sono o intravederne altre che non è bello pensare che ci siano.

Ad esempio: di fronte al letto il vecchio inquilino ha lasciato una gigantografia due metri per tre di un'isola tropicale col mare intorno. Una di quelle foto che uno potrebbe fare da sopra una barca di pirati.

Ora ricordate. Sono le 5 del mattino. La casa e silenziosa come solo le case con le pareti spesse sanno essere. Fuori non passa nemmeno un auto. La casa è gelida (scopriremo poi che era il balcone della cucina rimasto aperto). Una decina di minuti fa hai sentito la tua migliore amica chiamarti dal bagno “Ste.. vieni un momento” poi l'hai trovata stesa per terra con lo sguardo fisso.

Non è così strano che il tuo cervello veda delle facce mostruose formate dai contorni dell'acqua. Aurora si rimette a dormire coprendosi fino alla punta dei capelli come quando era piccola. Io resto nel letto nella penombra. Davanti a me la foto dell'isola avvolta nella penombra. Una sagoma minuscola che avanza tra le fronde delle palme, l'acqua si muove lentamente, oscilla come se fosse la soggettiva di una barca.

“sta arrivando qualcuno” borbotto nel dormiveglia.
“...” Aurora mi fissa. Il suo sguardo nella penombra suggerisce che sta decidendo se spaventarsi o uccidermi.
“Sono persone, non capisco... forse naufraghi.”
“smettila”
“... forse cannibali o qualcosa di pegg..OUFF!
La vomitata arriva fredda e precisa sulla bocca dello stomaco. Puntuale si pianta ed affonda promettendo di usciere dall'altra parte se glie ne sarà data la possibilità. Mentre io mi piego in posizione fetale Aurora si accoccola nelle coperte e passa dal dormiveglia al sonno beato ora che ha scaricato tutta la tensione nel mio sterno.

Io faccio l'alba, perfettamente sveglio.


Fissando l'isola.

PS: i fatti sono stati romanzati per maggiore drammaticità della vicenda

PPS: Aurora sta bene, alla ine è stata più paura che altro. Non mandateci la guardia nazionale