giovedì 26 aprile 2012

lo zio sapeva...


Emanuele ha ragione. Solo questa semplice affermazione potrebbe mandare nel panico decine di persone, soprattutto chi conosce Emanuele. Ma mentre siamo seduti nella cucina della sua casa studenti con l'acqua per la pasta che bolle e il Tg3 di sottofondo. A sentire la solita carrellata di dichiarazioni in tv mi viene sempre la voglia di gridare al televisore le frasi che nessuno si sente in dovere di dire a quella massa di dementi che va a snocciolare le loro teorie da miliardari finanziati.



Emanuele si è stufato di seguire la politica. Non per pigrizia, ma perchè sente che l'unica risposta che saprebbe dare sarebbero dei colpi di fucile o delle più soddisfacenti mazzate tra capo e collo. Ti incazzi per ogni cosa come in una nazione sana si fa per il calcio. Siamo tutti presidenti del consiglio in erba con la propria soluzione. Non è superbia è che di fronte alla pochezza di questa gente, al plateale servilismo dei nostri governanti verso l'alta finanza non ci vuole un genio per dire le cose giuste, magari piccole, ma giuste che si dovrebbero fare.



Qualcuno mi sa dire cosa cazzo centra l'articolo 18 con l'occupazione dei giovani? Io non l'ho capito non vedo il legame tra licenziare liberamente e l'aumento delloccupazione. Si magari si può purgare il settore pubblico di tutta quella merda infiltrata che si attira l'odio della gente da anni. Oppure, a pensar male, serve solo per poter ricattare i lavoratori nel privato e per poter licenziare i lavoratori del pubblico ( a tempo indeterminato) ed assumere poi gente con semplici contratti precari da schiavi.



Mi viene in mente spesso il mio zio ferrarese, zio Gianni, un ex-sindacalista con coglioni grandi abbastanza da giocarci a bocce. Ogni volta che lo andavamo a trovare lo vedevamo uralre contro il politico di turno in Tv. In famiglia lo prendevamo in giro in simpatia. Quando beveva un po' più del solito bicchiere di vino si lanciava in ragionamenti politici che mi hanno sempre affascinato e che sempre venivano minimizzati dalla zia. Ora vivo in tutto quello che lui indicava come il male quindici anni fa. Lui intanto è talmente incazzato con l'umanità che non ci puoi parlare più.



Ed ha ragione. Lui ed altri come lui ci avevano avvertito e noi abbiamo fatto qualche battuta. Abbiamo minimizzato.

“gli italiani si meritano questa vita di merda” ogni tanto sentenzia lo zio.



Certe volte gli do ragione.

Altre volte vorrei imbracciare il fucile.

Stiamo marciando verso una guerra mondiale. Facciamola finita in fretta e ritorniamo a vivere nelle capanne di fango.

Questo di sicuro farebbe bene all'economia ed alla politica.

ps: scusatemi ma quando guardo santoro mi incazzo sempre

mercoledì 25 aprile 2012

La Fine


La fisso negli occhi evitando di soffermarmi sul cespuglio di capelli ricci mal curati o su quella boccuccia querula che si ostina a sparare sentenze che non ho nessuna intenzione di sentire. Ho fatto qualcosa, o almeno lei crede che abbia fatto qualcosa, qualcosa di grave di storto e di moralmente terribile. Ovviamente prendendo ad esempio il suo limitato bagaglio di valori etici.

Lei mi fissa negli occhi vorrebbe trasmettermi astio e giusto furore ma tutto quello a cui riesco a pensare sono le palline da golf, la palla bianca del biliardo, il boccino che tirano i nonni prima di iniziare una partita ai giardinetti. Il cervello dipinge su queste immagini mentali un iride verde ed una stretta pupilla.



Lei fa una pausa incrociando le braccia sotto i senoni. Il suo linguaggio del corpo mi fa intuire che pretende una risposta ma io ero troppo occupato a paragonare le varie sfere ludiche ai suoi occhi sporgenti. Borbotto qualcosa, lei subito riattacca a sbraitare. L'orango peloso che da mesi ha preso il posto dell'Amore della Mia Vita si inizia ad allontanare per dare più teatralità al suo discorso.



Come cazzo abbiamo fatto a ridurci così?



Era iniziata in un idillio di sesso e divertimento. Finivamo uno le frasi dell'altra. Era perfetta una venere che non avrei mai sognato di avvicinare figuriamoci se avevo idea che ci avrei convissuto per quattro anni. Prima vestiti poi intimo, cosmetici, asciugamani ed accappatoi. In un mese si era subdolamente insediata nella mia vita. Ma ero felice all'epoca.



Adesso invece sono qui a farmi urlare contro da quest'orco frustrato che ha abbandonato l'arte della ceretta da anni. Questa becera caricatura di donna così piena di ansie da sentire la necessità di scaricarne un po' anche su di me. Va avanti da quasi un ora alternando grida rabbia e lacrime e non ho ancora trovato il punto della situazione.



Annuisco, fingo che mi interessi, provo a tranquillizzarla. Niente. Ha gli occhi gonfi per le lacrime. Come se i bulbi oculari a furia di dover trasmettere l'immagine riflessa della loro proprietaria stessero cercando di cascare dalle orbite.

Come se il vuoto dentro a quel teschio non li tirasse indietro. Cos'è successo? Era la mia dea, la mia musa, era tutto ciò che c'era di buono al mondo ed ora è solo questo un paio di occhi sporgenti.



Lei continua per un altro po' nel suo litigio solitario. Fino a qualche mese fa ci saremmo saltati alla giugulare pur di aver ragione nella più stupida delle discussioni. Adesso non me ne frega nulla. Non mi fa rabbia né tenerezze né frustrazione. Vedo solo quegli occhi.



Ha sempre avuto gli occhi sporgenti. Non è quello il punto, il punto è che è finita e ora me ne sto rendendo conto.

martedì 24 aprile 2012

Favola Partenopea


Adelina fissa a lungo la parete accanto alla sua porta. I cassonetti sono distanti quasi tre metri eppure il cumulo d'immondizia arriva quasi fin sotto alla porta del suo basso. Scuote il viso rugoso con aria afflitta mentre mani artritiche inseriscono armeggiano con la serratura. Vorrebbe dire qualcosa ma il passaggio di un gruppo di ragazzini la ferma. Non sta bene imprecare davanti ai giovani.

Va avanti da troppo, i vicoli dei quartieri spagnoli intasati di monnezza come tutto il resto della città. La puzza è opprimente e la pioggia non migliora la situazione. Adelina fa finta di niente mentre si dedica alle sue attività quotidiane. Si sveste dallo sgargiante vestito a fiori per indossare il pigiamone una sgargiante vestaglia a fiori. Galoppando sugli zoccoli si avvia in cucina per mettere su un bel brodo caldo.

Nel vecchio televisore, che oramai accende per compagnia più che per interesse, varie “facce importanti” si affannano a dire che l'Emergenza si può risolvere solo con la differenziata, salvo poi sottolineare come non lo facciano i cittadini.

Stavolta Adelina bestemmia, al sicuro nelle mura della sua casa. Bestemmia forte e con convinzione.

Poi afferra il telefono.



Anche se al sicuro dentro il suo camioncino di raccolta Mario è preoccupato. Come ogni notte ha imboccato i vicoli dei Quartieri con l'intento di caricare quel poco di monnezza che può permettersi. Fino a un ora fa fremeva per tornare al lavoro ora, circondato da tutte le parti da anziane agguerrite, si sta pentendo di aver disertato lo sciopero dei netturbini.

Le vecchie si accalcano intorno a lui come zombie, bussano sul finestrino, parlottano tra loro e ignorano il suo strombazzare di clacson. Mario è preoccupato: gli hanno detto che qui nei Quartieri può succedere di tutto. Camorristi, spacciatori, scippi. Ma nessuno ha mai parlato di torme di vecchie inferocite. Se l'avessero fatto ci avrebbe pensato bene prima di prendere il posto.

Mentre la testa di Mario è intenta a formulare questi pensieri la mano sgarra e abbassa il finestrino esponendo il viso all'orrida orda geriatrica.



Molti interpreti e storici delle antiche lingue fanno incubi molto simili alla conversazione che va accendendosi intorno a Mario. Parole vennero dette, intere frasi vennero pronunciate e risposte furono ricambiate. Un assedio di versi gutturali e incomprensibili per i più. Allo spettatore occasionale la scena risulterebbe incomprensibile se non fosse per il tono delle voci dal quale era possibile ricavare il succo dell'intera faccenda: le anziane pretendevano qualcosa da Mario, qualcosa che prima non avrebbe potuto dare, qualcosa che con l'andare della conversazione e un sensibile aumento di decibel e volgarità Mario si trovò costretto e fornire.



Una settimana dopo. Con uno straordinario sforzo il comune aveva rimosso i cumuli di immondizia dalla zona. Ma non era questa la particolarità. I foglietti appesi ad ogni portone erano la particolarità. Foglietti a righe con grafia di bambino, nipotini per la precisione. Ogni foglietto recitava con la stessa imprecisa e stanca grafia una tabella di giorni ed orari: plastica il martedì, carta il giovedì, venerdì il verto, lunedì il resto.



Mentre il camioncino di Mario arrancava sulla salita di sampietrini più in là nel vicolo Adelia e le altre signore si sgolavano in antichi richiami di partenopea memoria per segnalare il momento della raccolta. Gli accordi erano chiari. Tutti rispettavano le tabelle e gli orari. Le vecchie comari del quartiere come vedette silenziose smascheravano i trasgressori da dietro le loro serrande. La punizione per costoro era terribile. Se non rispettavi la tabella l'intero vicolo lasciava i sacchetti davanti alla tua porta.



E così nel quartiere della droga, delle case sgarrupate e vecchie, delle comari impiccione e dei ragazzini chiassosi arrivò, prima che in ogni altra parte della città, la raccolta differenziata ed Adelina poté tornare a cucinare il suo minestrone senza badare a quello di cui cianciavano in TV.

lunedì 23 aprile 2012

Apatia


Vorrei dire che ho avuto da fare, che la gente si è accalcata alla mia porta con in mano microfoni e mappae di soldi chiedendo di intervistarmi sul futuoro del fumetto, del fantasy o della fantascienza (le famose tre F del mio progetto a lungo termine). Vorrei dire che qualcuno mi ha magnanimamente dato un lavoro vero, di quelli che ti spacchi la schiena a scaricare camion e poi essere pagato pochissimo. Ma nemmeno questo è il caso. Non ho trovato il segreto della vita né la melodIa perfetta ( a dirla tutta so suonare solo quel tipo di musica che è piacevole solo al tuo orecchio), per un attimo mi è sembrata chiara la legge di interrelazione universale ma poi il cellulare ha squillato e si è perso tutto.



Ho la testa affaticata, i circuiti bloccati e la voglia di fare un cazzo. Mi sono fieramente unito alla schiera di quelli che fanno solenni giuramenti verso il soffitto della propria camera, nel buio più pesto e con il vociare di una città tutt'intorno:



“domani mi alzo presto”

“domani scrivo quella sceneggiatura”

“domani continuo il Progetto”

“domani correggo quel soggetto”

“domani quest'idea la scrivo”

“domani mi vado a fare un giro”



c'è apatia nell'aria mista all'odore di ceneriera e panni sporchi che non mi va di metter via. Se c'è il sole fa caldo. Se piove fa freddo . Ogni file word si ferma alla terza riga ogni libro alla seconda. Il Principio di Archimede mi tiene un centimetro sotto il pelo dell'acqua ad osservare una miriade di possibilità che non ho voglia di cogliere. Non è mai il momento adatto e se lo è è il posto che è sbagliato.



Sono come quei bambini interessati solo ai giocattoli degli altri. Sento che dovrei fare qualcosa, un colpo di reni, alzare la mano, la superficie è così vicina. Vedo i volti al di la del pelo dell'acqua. Non sopporto il rumore, non sopporto il silenzio, le risate, la tristezza. I pezzi vanno tutti negli incastri sbagliati. Non mi va.



Non è successo niente ma non mi va.

Voglio solo dormire.

mercoledì 18 aprile 2012

Dalla Cina con Furore (2)

continuano le mirabolanti avventure di Nik e Andrea in quel di Cina. con la seconda ed ultima parte di questo mirabile reperto. purtroppo anche se vorremmo mancano molti dei reperti visivi recuperati durante il viaggio. ma ecco a voi la seconda ed ultima parte.
MERCOLEDÌ 26/10
17:16 oggi ci svegliamo alle 07:30 e scendiamo a fare colazione, io sono deciso a razziare qualunque cosa. Per fortuna la colazione è a buffet, molto abbondante e puoi scegliere e mangiare quello che vuoi. Purtroppo, sono capaci di cucinare tutto male. Unto e piccante, salato da intorpidire il palato, molle e nauseante, fritto stantio e sereticcio: ce n'è per tutti i gusti!
Incontriamo Paolo alle 9 al nostro Hotel, come da appuntamento, fermiamo un taxi e contrattiamo: per andare al tempio sospeso, aspettare lì due ore e mezzo e ritornare, 200 RMB in tutto. Il tempio però costa 130 a testa, e anche se è molto bello e la giornata offre paesaggi comunque suggestivi, è abbastanza carestoso! La strada per arrivare al tempio passa attraverso le waste lands attorno a Datong: campi da coltivare morti o morenti, montagne sventrate dalle miniere, polvere un po' ovunque (sul parabrezza del taxi si accumula vero e proprio fango) e strade dissestate (buchi grossi come un bambino) e fangose... c'era anche qualche spruzzo di neve sulle montagne.
Al ritorno mangiamo a un KFC e ci separiamo da Paolo, ci rincontreremo stasera a un ristorante, alle 18:30... un tre quarti d'ora e scendiamo.
ci hanno bussato alla porta della camera: il giornale di Datong, due arance e il coupon per la colazione di domani.
21:38 in stanza, ci stanno esorcizzando il cesso, che si era appilato. Con scarsi risultati, finora. Al ristorante con Paolo si è pariato, si è mangiato parecchio e parecchio unto, pagando in totale 184 RMB! Ho incantato mezzo ristorante con l'ipad, l'ultima meraviglia di Ping guo, La Mela (foto allegata)
21:43 hanno chiamato un militare armato di pompa. Il Montella si piscia addosso dalle risate. Le cameriere ci pareano addosso.
22:00 ci sono riusciti! Lo spirito del male è stato scacciato dal nostro cesso, tra le risate generali di due cameriere accorse a godersi lo spettacolo e del tizio vestito da militare (completo di scarpe mimetiche!)

GIOVEDÌ 27/10
19:41 sveglia a gusto nostro (tanto la colazione fa schifo e non abbiamo niete da visitare, solo una giornata da buttare prima di prendere il treno). Alla fine ci svegliamo intorno alle nove mezza, liberiamo la stanza e scendiamo. E, subito, ci attende la prima presa per il culo della giornata: alla reception, per restituirci i 100 RMB di caparra, vogliono la ricevuta che non ci hanno dato! In agili quarantacinque minuti, con il mio talento da poliglotta e una santissima pazienza, dopo aver parlato con tre tizie, un tizio dall'aria chiaramente manageriale (fondamentale l'unghia del mignolo a lancia) e un altro tizio a telefono che era un professorone perché conosceva l'inglese... riesco a farmi dare i nostri 100 RMB e a lasciare le valigie dietro la reception per la giornata. Usciamo e incontriamo il signor Gon che non si chiama Gon, quello del CITS, com'è, come non è, prenotiamo attraverso lui un ostello a Pingyao, pare quello scelto dalla Lonely planet. Paghiamo 180 RMB per tre notti, quindi 540 in totale. Gon si piglia 240 di anticipo, ci fa una cartuscella su cui potrebbe benissimo essere scritto "picchiate a sangue i portatori della presente, firmato Ignazio Lo Gatto", e ci manda per la nostra strada. Il resto della giornata passa relativamente tranquillo (rimpiango di non aver fatto foto ai vecchi e meno vecchi che sul marciapiede divinano con l'I-Qing su un tappetino con il Tao e gli esagrammi) e privo di prese per il culo fino alle 18 circa, quando andiamo a mangiare... ci dirigiamo al ristorante dove il giorno prima siamo andati con Paolo visto che ci era piaciuto e qui ordiniamo i tagliolini in brodo di carne che ci erano piaciuti molto il giorno prima, carne di manzo credo fritta passata in polvere piccante e forse impanatura e mezzo chilo di ravioli. Sì, proprio mezzo chilo! La cameriera cerca (perlomeno credo) di spiegarmi che sono tanti ma non riuscendo a far capire di volerne di meno ne ordiniamo comunque mezzo chilo; e qui scoppia l'ilarità generale. La nostra cara cameriera va a dire a tutti quanti come siamo stronzi e cazzoni visto che sono un'infinità. Cuochi, cameriere, capo sala tutti ci perculano in piena allegria. In effetti ci sono arrivati una cinquantina di ravioli ( a meno di 30RMB ) ed il buon greco si mette di buona lena per finirli tutti (non riuscendoci, ne avrò mangiati una trentina circa, con i cuochi che facevano da pubblico. N.). A fine serata la cameriera mi lascia un misterioso foglietto con delle frasi in cinese che forse un giorno capirò, probabilmente insulti e prese per culo. Tornando all'albergo per recuperare i bagagli vediamo decine di persone che accendono piccoli fuochi per le strade crediamo per bruciare le enormi quantità di banconote finte, forse per una qualche forma propiziatoria durante una festività, bho! Contrariamente alle previsioni riusciamo a ritirare i bagagli senza problemi, pronti per il prossimo viaggio in treno. Ribatteziamo Datong la città del buco in petto.
Conti dei nostri due giorni a Datong:
- albergo 596;
- pasti 289;
- Yungang 150 a testa, dico 150, le mamme loro;
- Tempio Sospeso 130 a testa;
- 200 RMB di taxi.
Morale abbiamo quasi speso più qui che a Beijing, Datong la maledetta città del buco in petto.

VENERDÌ 28/10
09:50 siamo a Pingyao. Nottata in treno abbastanza tranquilla, sarà perché ci stiamo abituando, sarà che questo treno era molto meglio di quello Beijing-Datong, fatto sta che anche il cesso mi è parso quasi decente. Ci siamo arrivati alle sei di mattina, portati dalla stazione all'ostello in una specie di trerruote coperto: un freddo di pazzi e diciamo... caratteristico. Arriviamo alle sei e mezza, PAGHIAMO 400 RMB tutti in anticipo, POI ci fanno "ah ma volete una doppia? Ah ma avete prenotato? eeeh la stanza non è pronta, sarà pronta alle 08:30 o alle 9 magari. Lasciate qui i bagagli e vi porto in una stanzetta per riposarvi". Ci portano in una soffitta praticamente, con letti di pietra e un cesso veramente veramente bello.
Ci svegliamo alle 9:30, scendiamo "ah salve. volete fare una bella colazione?"
"grazie, preferisco portare le valigie in stanza prima, e poi fare colazione"
"ah, certo" (va a chiamare un' altra tizia)
"salve volete fare colazione?"
"preferirei vedere la stanza"
"e quella mica è pronta!"
"...e facciamo colazione"
10:00 al tavolo della colazione, con i piatti vuoti, a scrivere il diario ed aspettare... al tavolo a fianco 5 cinesi si stanno schiattando la testa per... non so se alle 10 per loro è colazione o pranzo!
La nota positiva è che PARE che il signor Gao/Gon non ci abbia preso per il culo a oltranza: non hanno riso vedendo il foglietiello che ci ha dato e non ci hanno chiesto i 240 che già abbiamo dato a lui. Bene!
E non ci si riesce a connettere manco qui! Eccazzo!
La stanza c'è, anche se piccolina e con letti in marmo di Carrara, la connessione anche c'è, gratuita e finora funziona. Pingyao è piccolina e la si gira in poco tempo ma ci sono escursioni esterne interessanti da fare, e comunque anche gironzolare ha il suo fascino. Abbiamo incontrato Alessandro, fotografo pisano appassionato di ciclismo e montagna. Dice che il Tai Shan è tosto ma si può fare. Vedremo...
13:38, fatto praticamente il giro della cittadina antica, siamo di nuovo all'ostello, magari mangiamo qualcosa (Alessandro dice che le patate dolci cotte intere nella buccia sono spettacolari)
Ah, pare che effettivamente sia una specie di rito propiziatorio quello che avevamo intravisto a Datong: comprano mazzette di soldi falsi e appariscenti e le bruciano lungo la strada.
Cena in un locale segnalato dalla lonely planet: il cesso! Patate tagliate a fettine che non sapevano di nulla, riso con manzo piuttosto anonimo e i noodles locali che facevano schifo ai cani, voto bassissimo.

SABATO 29/10
17:57 Giornata tranquilla in cui abbiamo mangiato nuovamente male,forse Pingyao è la capitale cinese della pessima cucina. Subito nuovo buco in petto per visitare i palazzi della città, 150 RMB. La proprietaria dell'ostello ancora non ci dice nulla riguardo i biglietti del treno, speriamo bene e che non la debba bruciare viva. Avvistato uomo dall'esperienza ventennale nell'addestrare asini.
22:30 da dentro il letto. Avevano detto che staccavano internet alle 22. Mentivano. E si prende pure dalla stanza!

DOMENICA 30/10
sveglia alle 08:00 e colazione con omelette e banana pancake. Ancora rimembriamo l'orrore della sera precedente nel ristorante. Il napoli ha perso, porca puttana.
Alle 9 parte la gita dall'ostello "Harmony" verso il castello di Zheng Bi. Invece, sorpresa, ci fermiamo alla residenza della famiglia Wang. Che fate, pagate 60 RMB per entrare a vederla (anche se non vi interessa davvero), o state due ore piene a fare i barboni nel parcheggio mentre gli altri la visitano?
Paghiamo, entriamo, ci facciamo un giro. Molto ampia, è Ming ma non pacchiana, e anche se le stanze dentro sono praticamente vuote non è malaccio. DOPO ci rimettiamo in macchina (noi due, un austrliano, un francese che parla cinese e una coppia di inglesi) e arriviamo a 'sto castello. Che poi è una fortificazione in un villaggio a finale. Il bello sono i cunicoli molto in stile Napoli sotterranea, il forte di per sè non è particolarmente bello, ma ha tempietti e decorazioni raramente visti. Il villaggio è ancora abitato da circa un migliaio di persone, e siamo arrivati in periodo di raccolta, quindi c'è abbastanza attività di ciucci, trattori, macchinari vari simil-trerruote e tanto, tanto mais. Mangiamo lì in compagnia verso le 14 (il pranzo non un granché ma nemmeno uno schifo, e 25 RMB a testa sono una miseria) e torniamo a Pingyao. Il viaggio in macchina ha stupedeato entrambi, e siccome non c'è moltissimo da fare, ci buttiamo a letto a leggere e riposare. Alle 19:30 stiamo ancora qua.
Giusto per fare un paio di conti: 85 a testa per la gitarella, 66 a testa per la residenza Wang, 60 a testa per il castello, 25 a testa per il pranzo... totale 472!
Sorpresa serale! Ci avevano preso per il culo selvaggiamente coi biglietti! OGNI VOLTA che dicevo "allora i nostri biglietti di treno?" la tizia sorrideva in modo stolido e diceva "certo, per il 31, sì, ho capito". Stasera usciamo dalla stanza e ci fanno "eh dovreste sbrigarvi, 'ché il treno parte tra un'ora"... e insomma dopo TRE volte che glie lo ripeto e lei mi guarda ridendo e perculandomi, ha preso il treno notturno per il 30 invece che per il 31!

LUNEDÌ 31/10
ALTRA SORPRESA! I biglietti li aveva fatti a cazzo, e va bene, li ha cambiati per il 31. Hard sleeper. Ma non è tutto: ci ha messo in due carrozze diverse e s'è presa OTTANTA RMB di commissione! EVVIVA PINGYAO!!!
14:35 siamo al Yamen Hostel, il posto in cui saremmo andati se non avessimo dato retta a Gao. Non è male, almeno la hall. C'è pure il biliardino, qui. Ci siamo fermati solo a mangiare (roba decente, e per Pingyao già è una festa) e ci hanno dato la password per il WiFi. Dalle nove di stamattina a quest'ora abbiamo visitato 10 siti a pagamento! E dico dieci, sommando i 5 dell'altro ieri arriviamo a un ottimo totale di 15. Possiamo quindi dire col gusto della vittoria che abbiamo pagato 10 RMB a posto. E forse tra un po' ci vediamo il sedicesimo (il sedicesimo lo avevamo già visto. Poco male, rimane una media di 10 RMB a posto. Ottimo!)
- (Nikitas) 21:47 a bordo del treno Pingyao-Xi'an HARD SLEEPER! Cioè io e 5 cinesi, in una cabina che non si può chiudere. Ero preso dallo sconforto fino a qualche minuto fa: siamo accalcati, non c'è posto per me e per le valigie, e c'è un chiattone che russa come un trapano. Ma, mentre contemplavo inebetito la notte d'inferno che mi si prospettava, una signora che stava mangiando seduta fuori alla cabina mi nota, e con gesti mi fa capire di mettere le valigie sul tetto. Non è tutto: sveglia un tizio dalla cuccetta sopra la mia, e lui non solo mi aiuta a infilare la mia valigia in modo sicuro, ma scansa anche i suoi panni e la sua roba per fare spazio alla mia. Che parrà poco, ma secondo me non lo è. Insomma, ancora una volta, i cinesi si dimostrano gentili e "ospitali" anche in una cabina di treno a sei persone. Non lo so, magari mi sveglio e mi trovo senza valigie... questo poi è un altro discorso.
08:02 (Andrea) la notte sul treno è stata tutto sommato tranquilla. A parte l'inizio in cui il capotreno mi ha assegnato un posto sbagliato (la cuccetta più in alto di tutte) dove non sono riuscito ad entrare causando l'ilarità generale. Mi aspettavo di peggio.
PS: Pingyao si conferma capitale cinese dei piccioni, della pessima cucina delle perculate gratuite e ripetute.

MARTEDÌ 01/11
07:56 siamo all'ostello di Xi'an. Alla fine le valigie le ho trovate e, se non fosse stato per un maledetto porco che ha russato come un trattore ininterrottamente per tutta la notte, avrei perfino potuto riposare. Ah, altra gran bella notizia: la tizia dell'ostello di Pingyao ci ha preso per il culo anche in differita, visto che il treno è arrivato circa un'ora prima di quanto ci aveva detto. Ci hanno svegliato alle 5!
Il "free pick up" dalla stazione era una tizia che ci ha portati sull'autobus di linea e ci ha fatto vedere a quale fermata scendere, ma l'ostello pare abbastanza bello e annovera i letti più morbidi in assoluto sui quali abbiamo mai dormito finora (nonché dei cuscini che NON sono riempiti con la sabbia del gatto!).
23:07 è proprio tardi! Oggi siamo andati in giro per la parte musulmana di Xi'an. Carina e ci sono molte bancherelle sfiziose, sia qui vicino per comprare cazzate sia nel quartiere arabo per provare qualcosa da mangiare. Abbiamo raggiunto anche la Pagoda della piccola oca, salvo scoprire che (nonostante gli orari fossero 9-18) la biglietteria chiude alle 14. Al quartiere arabo siamo stati giustamente presi per il culo mentre, come due oranghi alle prese con la fisica quantistica, tentavamo con scarsissimi risultati di aprire un pacchetto di anacardi. Poco male: dopo averci sfottuto abbondantemente le due tizie ci sono venute in soccorso con un tagliaunghie!
Abbiamo riposato e mangiato all'ostello, e concordiamo che il pollo piccante alle arachidi non sia per niente male! Avvistato un gruppo di italiani con purpi, cozze, sconcigli e scorfani al seguito.

MERCOLEDÌ 02/11
17:53 nel rispetto di antiche tradizioni, scriviamo il diario all'ostello davanti a una birra. Solo che l'ostello è quello di Xi'an e la birra è una Carlsberg alla spina. Dettagli. Oggi sveglia alle 8, per le 11:25 stavamo all'esercito di terracotta. 110 RMB di ingresso, tantini, ma ci siamo consolati di aver pagato solo 7 a testa per il pullman! Varcato i Due Ingressi della Fede Eterna del parco intorno all'esercito di terracotta. Scattate svariate foto ai guerrieri del suddetto esercito. Mangiato famosa patata dolce arrostita che, nonostante costasse 10 RMB si deve dire ch'era buona. Al ritorno a Xi'an pioviginava, ma questo non ci ha impedito di saggiare gli spiedini di un poco zozzoso cinese musulmano in mezzo alla via. Ed erano proprio buoni, anche se piccanti.

GIOVEDÌ 03/10
sveglia finta alle 06:30 per andare a Famen, ci autoconvinciamo che in realtà c'è brutto tempo e ci riaddormentiamo. Svegli di nuovo alle 09:36
Siamo andati alla Pagoda della Piccola Oca e relativo museo dello Shaanxi. Bello e gratuito, quindi molto bello! Sul fronte delle brutte notizie, ho perso la macchina fotografica (di mia madre) con circa 1800 foto dentro. Le ultime foto credo di averle scattate all'esercito di terracotta, poi la macchina devo averla spersa o al megaparco lì intorno o sul bus ritornando. Siamo pure andati alla fermata dei bus, ma quasi nessuno capisce l'inglese e chi mi ha capito ha detto che non avevano nessuna macchina fotografica. Ci hanno pure detto un altro orario a caso per il bus che porta a Famen (110 km di allegria a ovest di Xi'an): quel bus parte alle 7, il che vorrebbe dire che ci dovremmo svegliare alle 05:30. Mhm.
Poi, basta, siamo tornati sperdendoci sotto la pioggia e ora, alle 18:03, ci stiamo asciugando in ostello...

VENERDÌ 04/11
non ci eravamo accorti che non c'era il diario. Lo sto scrivendo alle 09:28 di sabato 5.
Sveglia VERA alle 06:30, abbiamo preso il bus da 25 RMB per Famen che è partito alle 8:25 ed è arrivato tipo alle 10:45. Il tempio nuovo è enorme, romboidale ed è una rara pacchianata anche per gli standard cinesi. Corridoio di pellegrinaggio in cemento lungo un paio di km, statue dei budda alte 12 metri, filodiffusione perennemente sintonizzata sull'equivalente buddista di Radio Maria con casse mascherate da pietre nell'erba...
La parte interessante era la vecchia pagoda (ricostruita la settimana scorsa circa, visto che era crollata negli anni 80), il museo e la cripta sotto con le reliquie. 120 RMB sono stati un po' tanti per me, ma capisco che per tutti i tizi venuti a pregare (nonostante fosse una giornata dal clima di schifo, c'erano abbatanza cinesi) ne valesse la pena.
Torniamo, si va al quartiere musulmano. Troviamo la moschea ma è sotto lavori e non si vede una mazza, cerchiamo di mangiare al quartiere musulmano. Loti essiccati, spiedini di montone... alla fine troviamo un posto dove mangiare al coperto: agnello al cumino piccante come poche cose, tortini fritti di zucca leggermente dolci E POI riso con gamberetti (le portate le servono un po' a caso anche qui a Xi'an). Tutto sommato, niente male (e il totale è stato tipo 94 RMB)

SABATO 05/11
Sveglia in tutta calma alle 9, alle 09:40 stiamo facendo colazione. Dobbiamo in teoria ancora decidere se andiamo al Tai Shan o no.
La Pagoda della Grande Oca ha vinto la più grande gara di nascondino degli ultimi anni a Xi'an. Presi nel mezzo e come al solito perculati noi. Il Venezuela ha per noi deciso il destino del viaggio: niente Taishan e prolunghiamo il nostro soggioro a Xi'an, sempre se riusciamo a cambiare il biglietto. Alla prossima.
21.33 pomeriggio di fuoco quest'oggi a Xi'an. Alle 15.48 usciamo per cercare un taxi che ci porti alla stazione. Scopriamo che gli ebrei negri cani come noi non sono ben accetti dai tassisti locali: dopo aver gesticolato per fermare circa 20 taxi che ci hanno respinto come se fossimo l'ebola se ne sono fermati solo due, uno volevo 100 RMB per portarci alla stazione ed è stato gentilmente mandato a cagare; l'altro dopo aver scoperto che volevamo andare alla stazione e non all'aeroporto ci ha scacciato in malo modo. Ormai in ritardo decidiamo di prendere la metro e sperare nella buona sorte. Alle macchinette dei biglietti troviamo il raduno nazionale dei tetraplegici e dunque arriviamo in stazione quando il nostro treno è ormai partito da 30 minuti. Incredibilmente ci cambiano il biglietto senza far problemi dopo averci pariato un po' addoso, ormai ci siamo abituati alla cosa. Tornati all'ostello dopo circa 3 ore per fare il check in scateniamo l'ilarità generale e regaliamo ai cinesi presenti l'ormai solita allegria che ci portiamo dietro.

DOMENICA 06/11
sveglia alle 09:00, ma la vera sveglia è, come sempre, il pellegrinaggio del Montella al cesso, che avviene alle 09:23. Ci hanno dato un'altra stanza, interrata e con il nostro vecchio amico Letto In Mattoni. Però hanno avuto la decenza di mettere due materassini sopra i mattoni, il che rende il letto più sopportabile, e in tutta onestà a noi di avere le finestre fregava poco e niente.
Vinta la gara di nascondino con la Pagoda della Grande Oca. Un totale di 80 RMB per vedere il parco intorno e per salire dentro la Pagoda della Grande Oca e guardare di fuori. Poi, con soli 40 minuti di metropolitana, siamo subito alla stazione nord dei treni, dove ci viene confermato che da Luoyang a Beijing per l'8 novembre ci sono solo due posti in Hard Seat. Ricche risate e feste nazionali, ci faremo sette ore di notte in hard seat coi cinesi!
Visita alla moschea di Xi'an, esiste, costa 25 RMB e non è particolarmente impressionante, anche se piuttosto interessante per il misto di stili arabo e cinese.
19:06 all'ostello, a breve usciamo e andiamo a cena.
(abbiamo cenato in un posto al quartiere musulmano. Pollo piccante con ossicini, carne spugnata in qualcosa tipo riso e DUE porzioni di ravioli al montone che sono state prontamente inserite nella classifica del buon cibo. Conto tipo 114)

LUNEDÌ 07/11
13:23 sveglia tranquilla alle 9, siamo usciti con il bel tempo tipico di Xi'an, ma armati di una cartina che non pareva disegnata da un seienne col parkinson. Purtroppo si è rivelata inutile anche lei: il Tempio degli Otto Immortali vince il suo primo e ultimo round di nascondino. La gitarella sotto la pioggia del quartiere di Xi'an noto come "little Bangladesh" ci regala comunque emozioni, con i suoi odori caratteristici, le strade che non dovrebbero chiamarsi così e le simpatiche pozze d'acqua marrone da guadare. Ora siamo all'ostello seduti lontano dai nostri soliti posti, caricando l'ipad e pronti per la seconda prova generale dello show comico teatrale intitolato "facciamo il check out dall'ostello e prendiamo il treno per Luoyang". Magari è la volta buona, non mi vorrei sbilanciare...
21:05 era la volta buona! Siamo in ostello a Luoyang. Viaggio tranquillo in treno, siamo usciti dall'ostello di Xi'an alle 14:30 per poi fare i barboni con calma alla stazione nord (ci siamo arrivati in metro ovviamente, e si conferma stazione nelle terre perdute). Arriviamo alla stazione Luoyang Longmen che sono le 18:40, ma è buio pesto, piove, fa freddo e ovviamente anche questa stazione è nel centro del Nulla più assoluto. Il primo tassista che fermiamo ci chiede i soliti 100 RMB e ottiene il solito "vafanculo". Il secondo, sebbene dimostri quindici anni stentati (la licenza di guida era datata 22/08/2011), fa cenno di aver capito, carica le valigie nel bagagliaio APERTO (ho già detto che pioveva, vero?), e va per la sua strada. Momenti di gioia e ilarità si alternano mentre un camion ci finacheggia bussando, una macchina sta ferma in mezzo alla strada con le ruote bloccate in un fosso e un Genio Del Male fa retromarcia in piena carreggiata. Il nostro, col suo flebile clacson, si limita a un paio di inversioni a U su linea non tratteggiata mentre parla al cellulare per capire dov'è l'ostello. Alla fine viene 36.50 RMB e si piglia un ricco 40. E di nuovo vafanculo al primo tassista. 40 RMB ben guadagnati, perché stavamo veramente in culo ai lupi. (tipo 17 km)
L'ostello presenta una caratteristica architettonica quantomeno singolare: un cesso (nel senso di stanza del bagno) fatto non già in banale muro, ma in innovativo e artistico vetro. Già. Praticamente da qualunque parte della stanza è possibile vedere una persona che sta al cesso, e nel caso tirasse la tenda (ma non tutta) c'è uno specchio situato sapientemente che permette di guardare perfettamente l'interno del cesso dai letti o dalla metà delle possibili locazioni all'interno della stanza.
Ora siamo seduti a un tavolo su un pianerottolo e aspettiamo che ci portino da mangiare. Se ci trovano.
(ci hanno trovato, due cheesburger ampi come monete da 2 euro, perché il cuoco è in vacanza. Ce li facciamo bastare)
PNG DEL GIORNO:
- esperto filologo di lingua orchesca sul treno, con riconosciuta fama internazionale

MARTEDÌ 08/11
00:14 treno Luoyang-Beijing. HARD SEAT! Pensavamo di stare come le vacche ma obiettivamente ci sbagliavamo: stiamo come i polli da batteria! Ma andiamo con ordine: sveglia alle 08:00, prima cacata del Montella, scendiamo le scale "hallo! Ma una bella colazione?"
"e quello il cuoco non ci sta. Niente colazione"
tornati sopra il Montella ri-caca... così, per il disturbo di aver sceso le scale. Sgombriamo la stanza (che aveva dei letti tra i più duri incontrati dopo Pingyao, e che la notte ha raggiunto sicuramente temperature sotto 0º. Però 100 RMB la stanza!) e ci avviamo alle grotte di Longmen. Parte la gara di nascondino/caccia al tesoro più avvincente dell'Asia continentale! Dobbiamo prendere il bus 53 da una fermata vicina e scendere al capolinea. Facile, se non fosse che il 53 mica passa più di là! E mica lo levano dagli autobus segnati sulla fermata! No, piuttosto appendono a un filo sopra la fermata un cartello taglia A4 e tutto in cinese, e bon se non lo sai fottiti. Stavamo appunto per fare quello, quando il buon Montella riconosce una cinese che peserà 25kg con le tasche piene di sassi: è una dell'ostello, e presumibilmente sta andando pure lei a Longmen. E parlerà cinese. E infatti. Ci guidano (lei e un'amica) per un buon tre strade diverse, seguendo indicazioni date dai più disparati passanti. Alla colonna con il cantero in cima giriamo a destra, ed eccolo lì, il 53! Che non si ferma! La fessa di sua mamma! Vabbè ne aspettiamo un altro. Sul bus troviamo un bel personaggio: vecchietto chiaramente ammiratore delle evoluzioni del Montella Volante. Attacca una pippa in cinese, ride come un forsennato quando gli si dice "no", e così via... gente semplice, s'accontentano di rettangoli e occidentali per pariare. Arriviamo, visitiamo Longmen, ci facciamo un mazzo tanto su e giù per quelle che aprossimerei a 27.000 scale (e ci siamo pure scansati un tempio). Belle le grotte, bello il budda gigante, di merda la giornata. E vabè. 120 RMB di biglietto, ma è pure una cartolina, e ho intenzione di usarla. Prendiamo un altro 53 per tornare che ovviamente non si ferma alla sua stazione (sennò che divertimento c'è?), e incontriamo di sfuggita un altro personaggio, con delle sopracciglia forse più lunghe di quelle del buon vecchio Uomo Koala, ma meno folte. Il resto della giornata è all'insegna del barboneggio, prima in un KFC, poi all'ostello e infine alla stazione.
Ora siamo noi e un numero incalcolabile di cinesi, messi uno nguoll a n'at che manco le vacche appunto, e non riesco manco a muovere i piedi, che si stanno lentamente addormentando... e questo è fino alle 06:30 di domani.
04:39 Aggiorno il diario, 'ché non ho niente di meglio da fare. Nemmeno un minuto di sonno. Ora sto in piedi in mezzo al corridoio per evitare che le gambe vadano in cancrena.
09:16 Red Lantern! Alla fine posso annoverare ben 18 minuti di quasi-sonno, il Montella dice che avrà dormito un due ore, spezzate in intervalli di 15 minuti. Comunque sia, l'esperienza del carro bestiame (o delle batteria di pollame) è finita. Ora stiamo godendoci la colazione gratuita PIÙ un'altra ordinata vicino! La stanza senza cesso pare decente (è nel main building), dobbiamo vedere come ci troviamo
PS: il catarro è tornato a farmi visita, sono un produttore in proprio di Purissima Giada

MERCOLEDÌ 09/11
14:57 ci siamo svegliati da un onesto riposo che ci permetterà di non perdere sanità mentale nell'arco della giornata (forse). C'è addirittura bel tempo, sole e caldo! E che è?!
20:30 al Red Lantern, davanti a una Tsing Tao, come prescrivono le Antiche Tradizioni. Di ritorno dal Din Tai Fung, e che Din Tai Fung! 20 miniravioli al maiale serviti con zuppa, 10 gambero e maiale Shao Mai, 2 panuozzi con maiale, 10 maiale e granchio, 10 Divini Fagioli Rossi... e poi altri 5 Divini Fagioli Rossi (ovviamente errore loro: ne avevamo ordinati altri 10 perché i primi avevano subito un leggerissimo calo di qualità dovuto all'abbassamento di temperatura). Pagati 338 RMB, sempre santi e benedetti!
Il resto della giornata relativamente poca roba, siamo andati in giro sul lago (e quando mai no) e sulla via della pipa in cerca di cianfrusaglie da comprare, poi siamo andati a salutare Montolivo e lì vicino abbiamo visto un negozio di strumenti promettente.

GIOVEDÌ 10/11
Sveglia tipo alle 08:30, Residenza Gong, parco Jingshan e Wangfujing finiti tutti prima delle 16, record continentale! Compere: la corona di Lello Signore dei Manciù, tre teiere, scimmiotto pacchianerrimo. Memorabile la scena in cui un geniaccio dietro la Wangujijng voleva vendermi un cappello di bambù a 85 RMB ed è sceso a 30 in pochi secondi, mentre me ne andavo divertito.

PNG DEL GIORNO:
-il tulipano nero, dopo aver partecipato alla rivoluzione francese si è trasferito in Cina dove, dopo essere stata un personaggio importante della rivoluzione culturale, si gode la pensione nel parco Jingshan
- il Dio della "Gent ca sap vest'r", avvistato nella metro di Beijing

PAROLA DEL GIORNO:
Calzate cvd

VENERDÌ 11/11
scesi appena in tempo per la colazione. Si è andati al Palazzo d'Estate, che poi sta vicino a una fermata di metro sulla stessa linea di Xin Jie Kou. Bello grosso, il palazzo col lago. Begli scorci e abbiamo visto un tizio che non può non essere nominato (vedi PNG). Poi siamo andati via metro vicino al tempio di Confucio, dove per una cifra ragionevole abbiamo preso 4 quadretti a tema floreale, carini da appendere. Dopo ancora, Via della Pipa, dove mi sono fatto infinocchiare per una camicia (200 RMB) e ho preso un centrotavola di cui già ora non sono molto convinto... bah! Cmq cartoline prese, a pacchi, ora si tratta solo di scriverle e inviarle.

PNG DEL GIORNO
-il Cow Boy della pop generation cinese, l'uomo che tutti vorremmo avere come modello per crescere (titolo provvisorio), alto barba lunga e folta, cappello da cow boy, maglione di lana con sopra una bambina, pantaloni arancione accesso, calzini rossi con le dita e sandali da samurai, inimitabile!

SABATO 12/11
20:48, Red Lantern, Tsing Tao. Di ritorno dal Quan Jiu De. DUE anatre! Cena più costosa del viaggio, ma ci siamo fatti come l'accetta!
Sveglia con assai calma, siamo andati all'old summer palace, passeggiatina, paperelle, comprato imprescindibile regalo al Ficca, riavvistata la bambina popstar con fidanzato, incontrati dall'amico porpettaro.
Spedite cartoline, e poi il succitato Quan Ju De. Le foto subite salgono a 12, con due tizie che ci fermano, impressionate dal nostro fascino occidentale, e si fanno le foto con noi alla via della pipa.

DOMENICA 13/11
Ding Tai Fung.
 
con quest'enigmatico messaggio si conclude la storia di questi due Marco Polo moderni. dopo l'ultima enigmatica frase i due sono saliti sul loro aereo e sono tornati in patria. mi rendo conto delle incredibili lacune di questo documento. decine di parti andrebbero approfondite e altre svelate (ad esempio la storia dell'aereoporto di Mosca o la compagnia aerea cinese famosa per far cadere un volo ogni dieci) ma purtroppo gli autori sono pigri quasi quanto me quindi è necessario accontentarsi.

martedì 17 aprile 2012

Dalla Cina con furore (1)

ho messo le mani su una vera perla ma perchè voi ne godiate sono necessarie alcune parole preparatorie. Circa un anno fa due eroici "studenti" universitari sono partiti per un viaggio a basso costo della Cina che conta. Si tratta di due personaggi poco raccomandabili che già sono entrati nell'epica moderna. Ho avuto di recente il diaro di viaggio di quei giorni: piccole note apperiscenti non sempre comprensibili prese con l'I-Pad durante il loro peregrinare.
Andrea Montella e Nikitas ConUnCognomeCheNonRicordo si alternano nell'aggiornamento delle loro avventure. Personalmente ho avuto l'onore di ascoltare per bocca loro l'extended version e fa ancora più ridere.
godetevela magari li convinciamo ad ampliare abbastanza da farne un libro

note tecniche: RMB è la moneta cinese il cambio sta più o meno 1euro=9 RMB
il termine PNG deriva dai giochi di ruolo ma si può riassumere come: personaggi davvero strani

buona lettura


DIARIO DI VIAGGIO
-giovedì 13/10
ore 11:46 aeroporto Fiumicino, in attesa di imbarcarsi per la Russia. Montella apre le danze alle 03:40 del mattino (dopo la fraschetta). Pagato DUE euro per una bottiglietta d'acqua, maledette le aziende leader nei settori!
Inizio di un (si spera) lungo E NOIOSO viaggio!
12:08 - Rapida e simpatica partita al celebre nascondino Russo. Che grasse risate cambiare il gate TRE volte!!!
19:35 ora di Mosca - Siamo abbondantemente arrivati all'aeroporto di Mosca, che ha la WiFi gratis...
21:10 ora di Mosca - in un'esplosione di rutilante simpatia, i russi hanno ben pensato di ritardare il nostro volo di un'ora e mezza: dovremmo partire alle 23:55 invece che alle 22:25. Ah,e hanno pure cambiato Gate con scioltezza. Mi pare giusto!
VACCATE:
- a Barcellona negli Hotel a 5 stelle ti derubano, è noto
- i bufali maschi vengono usati per gli hamburger del McDonald's, sinonimo di qualità!
- sempre sia lodato il Santo Imodìum, secondo solo ad Asclepio
- Un piccione DENTRO Roma Termini! Normale!

-venerdì 14/10
BEIJING
ore 13.21 locali, red lantern house. Dopo altre 8 ore di aereo passate tra vani tentativi di dormire e gambe atrofizzate, siamo arrivati. Ad accoglierci all'aeroporto un noto cammorista locale ribattezzato "il biondo". Dopo alcune ipotesi su lui che ci rapisce e deruba arriviamo al nostro folkloristico ostello, molto folkloristico, forse troppo. Una signora in bicicletta ci trasporta i bagagli alla nostra stanza mentre noi a piedi la seguiamo a passo svelto sperando che non se ne vada con i nostri averi.
In una considerevole serie di ore abbiamo camminato come scimmie intorno al lago Houhai (e anche il Qianhai, non ci facciamo mancare niente!). Da ricordare le OTTIME mele nane caramellate e il vecchio scatarratore dotato di estremo carisma. Una menzione della giuria all'altro vecchio che PER ORE suona uno pseudo-violino con una corda sola!
"Cena" (17:30) con ravioli serviti in porzioni abominevoli e birra sponsor ufficiale del programma di esplorazione lunare cinese(!!)
DOVERE DELLA GIORNATA: chiamare tutti i cinesi "il biondo"
PNG DEL GIORNO:
- Il Vecchio con Molto Carisma.
FATTI DEGNI DI NOTA:
- Avvistamento del meraviglioso CTS
- Trovato Megatron e Optimus Prime su delle macchine, ovviamente sono bande rivali


Sabato 15/10
sveglia alle 7:30, alle NOVE Ci avviamo al PSB.
L'unico problema è che il tassista analfabeta si rivela essere Lupin III e ci porta al Bureau dello Sviluppo della Municipalità di Chaoyang (!!), che per la cronaca è davvero in culo ai lupi. Noi, non sazi di essere stati presi in giro dal Re del Crimine, decidiamo di trovare il PSB da soli e a piedi.
Un discreto numero di ore più tardi, lo troviamo, dopo esserci fatti una quindicina di km a piedi e aver chiesto indicazioni a qualunque cosa si muovesse. Esce fuori che per fare un altro visto ci serve un altro foglietiello di carta che ci devono dare al Red Lantern, e che per farlo (il Visto, no il foglietiello) ci vuole una ricca settimana. A lunedì dunque, cari amici del PSB!
Tanto per cambiare, da lì ce la facciamo a piedi e visitiamo il più grande tempio buddista tibetano al di fuori del Tibet. Incontriamo Wang Mang e la Nonna Ruttatrice. Per le 15 pensiamo bene di pranzare (ravioli, pollo dolce-piccante e spettacolari polpettine di maiale da intingere in pepe, sale e credo cumino) e poi di tornare, A PIEDI (non sia mai Iddio eh!) al Red Lantern. Da lì andiamo a cena, a scrocco, dallo zio di Andrea (da ricordare il pelato DJ e le variegate nonché fantasiose ipotesi di ciascuno su cosa serva per fare un secondo visto), e torniamo a gustarci una Tsing Tao all'ostello prima di coccarci.
PNG DEL GIORNO:
- la Nonna Ruttatrice
- Il Patanaro (popolano, 1º livello), nerd del modellismo che "gestisce" il west garden del Red Lantern
- Lupin III, Re del Crimine
- L'Uomo con tutte le risposte sulla Vita e sul Mondo (incontrato allo stazionamento dei bus)
- Ludo V, noto DJ di Tianjin conosciuto durante una sua tournee a Beijing
- Amico dei bambini, a causa del suo lavoro è stato costretto a firmare un foglio "lungo così" che rende penale qualsiasi reato verso i bambini ( venderli, picchiarli, violentarli )
PAROLA DEL GIORNO
Andingmen Dongdajie
FATTI DEGNI DI NOTA
un Altro Vecchio con Molto Carisma ha riconosciuto nel Montella un futuro se stesso, salutandolo con rispetto e annuendo con approvazione mentre fumava un cannone (e il suo allievo roteava noci).

DOMENICA 16/10
ore 08:00, sveglia. Compleanno del Montella.
ore 12:00 perculati dalle grotte di giada sull'isola di qualche cazzo, descritte come "il migliore esempio della modifica umana del paesaggio". Cagata. Non visitiamo il tempo della Fichezza (Hall of Coolness)
Ore 13:00 perculati dalla Città Proibita, dove un neanderthaliensis mostra un foglio plastificato con su scritto che, no, non si può più entrare dalla porta nord, e ci dobbiamo fare a piedi tutto il perimetro. Due ore dopo, mangiamo crostatine accasciati su delle scale in una via che non ha mai visto la forma di una panchina manco per sbaglio!
Piazza Tian An Men: anche noi siamo i PNG di qualcun altro, tizie e tizi si fermano per farsi foto vicino a noi due accasciati (tanto per cambiare) sotto un lampione (totale: circa 5 foto e un filmato). Personalmente faccio gli auguri di buon matrimonio al Drago delle Sette Sfere. Sta sposando Mary.
Cerchiamo Qianmen per mangiare anatra alla pechinese nel ristorante leader nel settore. Purtroppo pare che la suddetta via non esista, e, dopo un'abbondante ora e mezza passata a cercare il numero civico trenta, veniamo illuminati dalla realizzazione che i numeri civici passano da 24 a 32! Chapeau!
Mangiamo anatra alla pechinese alle quattro tipo (ore 21:51, sta ancora lì a tutti e due). Ottimo e 188 RMB tutta la vita.
Apprezziamo e compriamo le sfogliatelle di GeGeSu!
PNG DELLA GIORNATA:
- uno dei sette uomini più belli della Cina arrivato in scooter marca Fire Blade al ristorante
- il cuoco del suddetto ristorante. uno dei sette uomini più cool della Cina!
COSA ABBIAMO IMPARATO:
Sappiamo le strade meglio dei tassinari cinesi
P.S.: Qianmen esiste, siamo noi che siamo scemi, e sono le cartine che sono fatte alla cazzo!

LUNEDÌ 17/10
08:50 colazione, non mi si riusciva a svegliare (dormivo con gli occhi aperti)
19:09 appena tornati dal luogo della morte. Dopo aver notato sin dalla prima sera un interessante localino nella zona dell'albergo decidiamo finalmente di entrarci (dopo aver preso 4 "panuozzi"). Entriamo e subito apprendiamo che è un ALL YOU CAN EAT da ben 35 RMB. Presi dallo scuorno decidiamo in ogni caso di sederci e provare. Tra fegato (o comunque interiora non meglio identificate) palle bianche, tofu strafritto e cose di cui non voglio nemmeno sapere la provenienza scappiamo via in preda al panico.

Note positive della giornata:
- Inizio di una nuova era: siamo finalmente entrati nel d.V. (era dopo Visto)
- Sapiente uso della metropolitana
- Doppia porzione di polpette dall'ormai nostro amico porpettaro

Rubrica: "gli amori del giovane Montella"
- La leggiadra principessa dal facile sputo sul tavolo, purtroppo già probabilmente accasata con il giovane dal pizzetto visibile solo in controluce.

Frase del giorno: "O russ nun sap nient"

PNG del giorno:
L'uomo dalla maglietta arrotolata sui capezzoli, gran maestro salsiere del luogo della morte.

MARTEDÌ 18/10
sveglia presto, Grande Muraglia. Missione pullman riuscita, 48 RMB andata e ritorno per tutti e due! Guida in cinese che non riusciva a nascondere il proprio odio per l'A.S. Badaling, essendo tifoso del Chaoyang United. Muraglia espugnata nonostante pendenze folli, olezzi dal sapore deciso e giornata con climi primaverili. Partecipato a una delle più lunghe file dell'est Asia. Pagate altre 4 notti al Red Lantern (prima grande opera pubblica del d.V.)
18:27 ancora amma magnà!

PNG DEL GIORNO:
- Uomo Koala dalle sopracciglia spettacolari
- Paco "El Glinta" Chang, fuorilegge cino-messicano dallo splendido cappello rosso.

MERCOLEDÌ 19/10
giornata di VACANZA signori. Sveglia alle 10:00 (no, dico, alle DIECI! Cioè, ci siamo persi pure la colazione del Red Lantern!) Montella leggermente incatarrato. Speriamo bene.
Vista la città proibita. Tre ore e mezza circa di quadricipiti doloranti. Molto grande, stile cinese, foto in abbondanza (perfino DUE foto che comprendono il Montella). Una volta finito, riusciamo nell'impresa che l'essere umano agogna da millenni: trovare Qiangmen Street! (dopo svariati tentativi, e dopo aver scoperto che ogni numero civico in Cina equivale a un parco dei nostri). Mangiamo anatra alla pechinese al Quan Ju De (non la versione buco-in-petto per gli occidentali con i commodori a guardare le porte, quella in mezzo ai cinesi), dopo abbondante ma scorrevole fila. Ci siamo guadagnati altre foto da uno smilzo passante cinese vicino di tavolo (e siamo a 6 foto). Qianmen è particolarmente turistica e pacchiana, si dovrà tornarci di nuovo. Oramai la metropolitana è roba nostra!
Incontrato un altro italiano, Ludovico, romano de Roma e romanista. Cinque persone dell'hutong hanno porto omaggio alla mia augusta persona.
Torniamo all'east Red Lantern appena in tempo per farci perculare prima di andare a dormire dalla presunta madre del Patanaro
"salve vorrei della carta igienica"
-sorride, parla in cinese, e indica un posto (in cui non c'è niente)... ride e se ne va...-
PNG del giorno:
- Walkel Texas Langel, capo della gang dei cowboy, avvistato in metropolitana
- gang della città proibita: cappelli rossi, cappelli gialli e i nuovi cappelli arancione, nati dallo scontro dei primi due

GIOVEDÌ 20/10
(il giorno in cui ce ne saremmo dovuti andare). Sveglia alle 08:30, ma in realtá alle 9 passate. Secondo giorno di tempo di merda
09:22 colazione
(diario scritto colpevolmente il giorno dopo).
Diretti verso sud-ovest, cerchiamo il monastero taoista, ci perdiamo nei dintorni di un fiume dal deciso sentore di fogna a cielo aperto (bouquet ricco e persistente sul palato; è forse qui che comincio a coltivare il mio talento per sommelier di fogne) e, dopo aver vagato per i peggio vasci di Pechino, troviamo invece un tempio buddista in stile indiano. Ingresso gratuito, belle statue, tempio molto bello anche se non si entra. Poi troviamo davvero il monastero taoista, piacevole e interessante. Sulla via del ritorno ci facciamo anche un passaggio alla Wangfujing, via commerciale di Pechino con vicoli in cui si vendono svariati mostri da mangiare (le foto subite salgono a 10, visto che due tizie insistono per farsi due foto ognuna con noi accasciati come sfondo). Comincio a sospettare che il tempo di merda sia smog (il fatto che quando mi soffio il naso esce asfalto in qualche modo conferma questa mia ipotesi). Cenato al nostro fidato Red Lantern, dove per 80 RMB ci siamo permessi un piattone di riso saltato, un manzo alla piastra e un pollo ai funghi. Evviva!
- fuori dal tempio taoista fatta foto di un vecchio dall'impareggiabile carisma.

VENERDÌ 21/10
sveglia a casaccio (su carta le 08:30)
09:45 colazione.
Terzo giorno di tempo di merda, oramai credo che sia questa la media!
Giornata di riposo a nutrire le paperelle. Eccezionale gara di pesca e nuoto al nostro amico lago. Visitato parco finto vicino alla fermata di Jishuitan, poi un altro tempio taoista con le settantotto corti di arte presepiale e il nostro adorato Tai Shan (ti prego non farci morire, ammèn). Abbiamo scoperto che quel piccolo e insignificante parchetto dietro al lago e non riportato da molte mappe e guide è in realtà ampio 60.000 metri quadri e attira persone da tutta l'Asia. Paperelle, paperelle, cena al Red Lantern, scofanati tre signori piatti (pollo al curry, maiale agrodolce con ananas e pollo piccante con noccioline) all'esorbitante prezzo complessivo di 84 RMB. Ricotta. Visitati da un bambino cinese di forse 3 anni che ci ha rassicurato sulle nostre condizioni fisiche, ora siamo tranquilli.

SABATO 22/10
il dottore bambino mentiva: mi sveglio con un consistente mal di gola!
(diario scritto il giorno dopo). Ennesima giornata con clima dimmerda. Siamo andati al museo nazionale che si affaccia su piazza Tian an men. Oltre ad essere gratuito è pure enorme, e ha delle mostre interessanti e anche, sorprendentemente, dei cessi decenti. C'era anche una mostra sulle civiltà pre-incaiche che però non si poteva fotografare. In tardo pomeriggio siamo andati al tourist information per chiedere informazioni su Datong (la risposta è stata, in breve, che ci dobbiamo fottere e vedere stesso a Datong), e poi siamo passati a ritirare i soldi: perculati da un apparecchio bancomat, non abbiamo ritirato niente.
Oramai ho il bitume nel naso.

DOMENICA 23/10
08:35 Colazione, sto scrivendo il diario di ieri.
domani è il Giorno della Verità.
23:20 Giornata di terrore e raccapriccio! La tensione corre sul filo! Il nemico è alle porte! In breve, non riusciamo a ritirare soldi con la postepay da nessun ATM della maledettissima Pechino. Abbiamo passato buona parte della tarda mattinata e tutto il primo pomeriggio a farci prendere per il culo da, letteralmente, CHIUNQUE! La Bank of China e la ICBC spiccano per creatività e perseveranza, ma il premio giuria va alle recensioni su internet che dicono che CHIUNQUE può SEMPRE ritirare con la postepay DOVUNQUE a Pechino, che se non ritiri con la postepay a Pechino allora che campi a fare eccetera eccetera... personalmente mi sento di dedicare un pensiero agli operatori telefonici delle banche cinesi che CREDONO di saper parlare inglese... amici miei, non so che lingua sia ma, vi assicuro e vi giuro, NON È inglese!
Alla fine per la via delle cinque, dopo aver interpellato tutta la famiglia del Patanaro (che almeno ci ha cacato, a differenza dei tizi del Red Lantern originale), riusciamo a ritirare 2000 RMB a testa dagli ATM della Wangfujin (una nota di colore: i suddetti ATM erano della Bank of China, che aveva passato il pomeriggio dicendoci che è impossibile ritirare dei soldi da loro se non hai una carta Bank of China... stocazzo, come diceva Confucio!)
Il tempo d'altro canto è cambiato, passando da una finta nebbia composta di Morte e Sofferenza a un tempo grigio e piovoso e freddo, che però ha spazzato via un po' delle polveri sottili (di cui ottima parte credo si trovi nel mio sistema respiratorio).
E veniamo alle buone nuove: la Guida Inutile si è rivelata utile almeno in una cosa... abbiamo trovato il Santo Graal dei Ravioli al Vapore! Anche solo capire dove stava questo ristorante ha impeganto buona parte della mattinata, tra indirizzi contraddittori che finivano in un quadrato verde-grigio in mezzo al nulla, tourist information che come al solito sono buoni solo scaldare le seggie e altre gioiose amenità.
Alla fine ci siamo risolti per andare a trovarlo in un centro commerciale vicino a una fermata della metro, e scelta migliore non fu mai fatta. I ravioli che abbiamo preso per dessert erano ai fagioli rossi e, ora come ora, riesco solo a trovare una parola per descriverli: commoventi!

LUNEDÌ 24/10
sveglia alle 07:30. Per davvero. Doccia. Catarro.
È il giorno della verità!
10:44 al PSB, la Vittoria è nostra! Stringiamo tra le mani i passaporti col visto rinnovato. A breve foto davanti al PSB e poi porpettaro per festeggiare!
16:12 al Red Lantern con due belle Tsing Tao davanti, come da tradizione. Ammazziamo il tempo in questa giornata vittoriosa per cui non avevamo organizzato niente.
PNG del giorno:
- Bambina popstar, avvistata dal nostro amico porpettaro mentre cerca di non farsi riconoscere dai fans
- Modello cinese che fa foto nel parco vestito con pantaloni bianchi e giacca-gilet rosa (!!) chiaramente uomo bello e suadente ingaggiato per le sue doti fisiche

MARTEDÌ 25/10
ore 07:10 siamo a Datong! Nottata in treno (oddio, "nottata"... cinque ore a stento), in soft sleeper con due cinesi. Esperienza interessante. Comincio a puzzare vagamente come i cinesi. Sul vetro del treno alle 5:40 di mattina troviamo la brina! Trovato un albergo molto vicino alla stazione, molto poco caratteristico, 596 RMB per due notti... vabbè. (non ci hanno lasciato ricevuta, ce ne accorgiamo intorno alle 22) Incontrato un altro italiano: Paolo, che vive a Madrid e ha amici a Shanghai. Parla un cinese un po' a caso ma tanto basta, visto che alla reception dell'hotel credono che l'inglese sia una cosa che si mangia...
ore 22:07, ho fame, ho sonno, non mi sento tanto bene e vorrei picchiare qualcuno. Citando il Montella "non sono nell'equilibrio psicofisico adatto" per aggiornare il diario. Magari domani, a stomaco pieno. Però Yungang molto bello.
Aggiornamento differito causa giornata poco piacevole. Ci accordiamo con Paolo per andare a cena insieme ma il nostro taxi ci lascia in un luogo sperduto e dimenticato da Dio dopo aver girato a vuoto per 30 minuti chiedendo la strada ai passanti. Rassegnati decidiamo di tornare all'albergo per mangiare qualcosa in zona ma dopo le 21 trovare un locale aperto a Datong è come cercare acqua in un fottuto deserto. Senza aver cenato (e pranzato) torniamo in stanza e nik decide di farsi una doccia ma all'improvviso finisce anche l'acqua calda. Bestemmie.

-SCENA SUL TAXI
tassista: "ed eccoci qua, un bell'Hotel!"
- "no, guarda... no Hotel, Er Tong Gong Yuan (parco Er Tong)"
-(annuendo come uno che ha capito tutto della vita) "aaaaaah... Er Tong Gong Yuan!!"
- "eh! eh! Er Tong Gong Yuan!"
- "ah, ma Er Tong Gong Yuan?"
- "eh! sì! Er Tong Gong Yuan!"
..... (Montella: "Nikì, ti avverto, questo dovunque ci lascia io gli dico che va bene, scendo e me ne vado")
tassista : "ed eccoci qua: Datong Hotel!"
- "perfetto, grazie, eccoti i soldi! Bravissimo!!"

lunedì 16 aprile 2012

Acido per Batterie

dei greci non c'è da fidarsi. Lo sa la finaza internazionale, lo sanno gli anichi romani e quei poveri persiani che hanno provato ad invaderli. Ma si sa, io sono fesso. Così quando ho ricevuto l'invito da un amico per il suo compleanno non mi sono fatto troppe domande né ho preso le dovute precauzioni.



Che stupido.



Tradizionalmente al compleanno di questo mio amico i di lui genitori si dedicano con decisione all'antica arte culinaria greca per il sollazzo degli ospiti. Vorrei dare la colpa a questo ma non basta e non sarebbe giusto e poi è necessario andare con ordine.



Sono giorni che il mio fisico cerca di mandarmi segnali. Segnali del tipo: guada che tra un po' ti ammali, guarda che sei quasi malato, guarda come stai storto di stomaco ed altri segnali poco edificanti di questo genere.



È ovvio che li ho ignorati tutti, e per poco mi sentivo pure bene. Per poco. Come dicevo avrei voluto dare la colpa alle pite fatte in casa unte e bisunte, elle polpettine inchimmose ma buone alle patate al forno o alle copiose quantità di vino incurgitate ma la colpa è solo mia e si può riassumere con l'essere caduti nella stessa trappola che stavamo progettando.



Dovete sapere che il Greco è andato per un mese in cina a vagabondare, fare il turista e farsi perculare. Lui e il suo turpe socio sono poi con una strana bottiglia dalla forma esotica e colore brillante. Loro sostengono che il liquido all'interno è liquore cinese. Noi vittime sospettiamo che sia qualcosa di molto peggio, qualcosa che normalmente in cian si usa per diluire il gasolio o in complicate reazioni chimiche.



Fatto sta che, preda di dionisiaco entusisamo, ne ho buttato giù un bicchierino convinto che avesse un effetto simile alla grappa digestiva o simili. Il liquido incolore va giù andando ad incontrare le due pite, le polpette, le patate e un mare di vino. Non ne sento il sapore solo un violento bruciore in tutto lo stomaco mentre gli organi interni prendono fuoco.



Da lì collasso totale dei sistemi: ogni forma di appetito sparisce mentre mi impegno a tener dentro quello che già c'è e che sembra lievitare, poi perdita della capacità cognitive e della volontà di alzarsi dal divano. Infine una tosse rauca con annessi sforzi di vomito e respiro affannoso.



Per farla breve una piena sindrome post “pranzo di matrimonio” unita all'abisso alcolico.

Ho lottato, ho almeno ci ho provato. Ma ho fallito.



Grazie a dio che son tornato a casa.



Ma ancora quel saporaccio torna in bocca ad ogni rutto. E il mio fegato grida vendetta.

venerdì 13 aprile 2012

Ma tu fai o' ver?


Massimo si alzò dal divano andando verso la libreria, Laura lo fissò incuriosita e un po' indispettita per aver interrotto le chiacchiere tipiche dei primi appuntamenti. Le voleva far vedere una cosa, dal tono di voce ne sembrava particolarmente orgoglioso.

Nel frettempo lui prese un anonimo album fotografico, sul suo viso li ghigno di soddisfazione faceva scattare tutti i campanelli d'allarme di lei. Ma quando le passò l'album aperto passò tutto e lei potè fare solo una cosa:



Ridere.



qualche mese prima



Ci sono debiti che vanno pagati, come quando lo strozzino ti chiede di ridargli i soldi che ti ha anticipato per quella soffiata sicura. Stranamente questo tipo di creditori si fanno sempre vivi un attimo dopo l'abbattimento del cavallo “vincente”. Era questo che passava per la mente di Antonio mentre quel tizio coi rasta posizionava il cavalletto e il resto dell'attrezzatura nella stanza.

A giudicare dalla serietà dell'organizzazione la faccenda non sarebbe burata poco e la cosa lo terrorizzava ma non poteva farci nulla: in un certo senso aveva un dedito anche lui.



Non potendo raccontare tutta la faccenda senza violare svariate leggi e traumatizzare diversi cervelli sono costretto a chiedervi di credere sulla parola a quello che vi dico: in un certo senso Massimo ad Antonio gli aveva salvato la vita. No, non era era entrato armato di mitra in una stanza piena di mafiosi russi un attimo prima che sparassero ad Antonio né tanto meno si era lanciato contro la pallottola esploso dal cecchino. La verità, per quanto vaga, si poteva riassumere in un improvviso attacco di buonsenso contagioso che da Massimo era passato ad Antonio evitando il disastro.



A causa di ciò quando in seguito Massimo chiese ad Antonio il Favore lui non potè che accettare dopo aver inutilmente cercato ammorbidire il tremendo supplizio. Ora seduto su quel divano, allo stesso posto che tra qualche mese avrebbe ospitato Laura, Antonio si pentì di non essere riuscito a strappare più di “tranquillo non le metto su internet” dalla contrattazione.



Il flusso dei suoi pensieri venne interrotto dall'apparizione di Massimo. Potremmo dire che vederlo in jeans strappati a cannottiera mimetica avesse fatto gelare il sangue etero di Antonio ma invece l'apparizione di quell'energumeno in canotta con puttura mimetica spalmata su viso e bicipiti gli sembrò rassicurante rispetto alla pistola che stringeva in pugno.



Un attimo prima di lanciarsi in una fuga precipitosa riuscì a sentire Massimo che lo rassicurava: “tranquillo è finta, l'ho fregata dal set de 'la Squadra”. Antonio rimase immobile per il resto della preparazione. Non badò alle frasi che Massimo e il tizio coi rasta si scambiavano. Le sue preoccupazioni si rivelarono infondate quando quello che identificò come il fotografo iniziò a spiegargli come doveva posizionarsi.



Un intera serata di fatica. Ed ora Laura rideva come una dannata stringendo in maniera convulsa i bordi dell'album. Sulla fotografia Massimo era truccato come un marine in missione nella giungla con i muscoli straripanti dalla canotta troppo stretta. Era piazzato a gambe larghe con le braccia tese puntava una pistola verso un altro tizio disteso a terra che chiarmanete fingeva di proteggersi. Le foto continuavano: a volte solo con Massimo altre in pose da “figo” con l'altro tizio.



L'unica risposta che Laura seppe trovare fu continuare a ridere.

giovedì 12 aprile 2012

consigli per gli acquisti


gli stupidi e gli ingenui pensano che fare la spesa sia un lavoro facile e di tutto riposo. I più fessi credono addirittura che il frigo si rimepia da solo settimanalmente e non ci sia nessun nesso con la madre di turno che torna a casa carica di buste.

Purtroppo se stai da solo il problema diventa molto più complesso del previsto. Non solo il frigo non osa riempirsi da solo ma anche il portafoglio tende a svuotarsi. Quindi è cosa buona e giusta adoperarsi per rifornirsi di materia prima per la sopravvivenza. Non sarò una cima ma ci tengo comunque a condividere il mio obolo di saggezza.



Buget

la prima regola è parsimonia e cercare di vivere con la minima spesa necessaria a soddisfare le necessità biologiche: mangiare, fumare e non puzzare di capra morta. Dopo alcuni attenti studi sono giunto a conclusione che il mio buget mensile ammonta a circa 150 euro, anche meno se elimino del tutto le sigarette. L'ipotetica spesa giornaliera ammonta a poco meno di tre euro al giorno con ricchi pasti altamente nutritivi.



Detersivi ed altre cose chimiche

purtroppo sono indispensabili per lavarsi e lavare il mondo intorno a noi. Fortunatamente, una volta ignorate tutte le manfrine fa massaie che ti rifilano le publicità sono anche tutti uguali tra loro per cui va benissimo comprare la sotto-marca della sotto-marca e vivere felici. Soprattutto se siete uomini tenete presente che il sapone per le mani può fungere egregiamente anche da bagnoschiuma e shampoo (se siete rapati come me) e che una lametta bic modelo povertà usa e getta è efficace per 3-4 rasature prima di squoiarvi il mento. Per la carta igianica sconsiglio vivissimamente le barche più blasonate con 14 veli al profumo di vaniglia e cazzate simili. Con rispetto parlando vi ci state pulendo il culo, le maxi confezioni da 12 rotoli qualità “carta vetrata” andranno benissimo.



Cibo

è bene mettersi da subito in testa una cosa: il vostro obiettivo è nutrirvi, non ci interessa l'assaporare le prelibatezza gastronomiche. In più, nel mio caso tendo a favorire cose di rapida preparazione che sporcano il minimo indispensabile di utensili (per risparmiare sul detersivo). Inltre diciamocelo i tre pasti al giorno sono sopravvalutati. Soprattutto se siete sovrappeso la colazione può essere comodamente saltata (migliaia di persone considerano colazione un sinonimo di “caffè appena sveglio” e stanno benissimo).

Detto questo io tendo ad andare avanti a petto di pollo arrostito intervallato da uovo cucinato in varie maniere semplici (frittata, occhio di bue et simila) poi tonno e qualche pasta occasionale. La pasta crea un grosso dilemma: se pur economica richiede più di 5 minuti di preparazione e a volte ciò crea scompiglio. Altre cose che possono salvarvi la vita sono gli affettati (prosciutto, mortadella, salame) ma lasciando perdere il Parma da 30 euro al chilo ed accompagnado il tutto con un po' di pan carrè (il rapporto quantità-prezzo-durata del pan carrè vince a mani basse sul pane).

Infine non dimentichioamo la frutta: signori un insalata come apertura di pasto salva la vita dando anche un chè di esotico al pasto (in genere la famosa fettina di pollo). Altre soluzioni possono essere un insalata di pomodori, o melanzane/zucchine arrostite o anche dei funghi per accompagnare l'occasionale hamburger. Quando poi non si ha tempo e lo stomaco ha fatto l'abitudine due banane sono più che sufficienti per la sopravvivenza e costano molto meno di un Big Mac.



Uno stile di vita

in conclusione non si tratti di essere tirchi ma di rendersi conto di essere poveri: non hai soldi non hai stipendio e devi arrangiare con quello che c'è, poco. L'autobus è una grande invenzione ma camminare a piedi da due vantaggi incredibili: è gratis e fa fare esercizio fisico. La macchina è una follia senza senso nelle nostre condizioni, una bicicletta può essere una buona idea.

Infine circondatevi di amici che trovino piacevole la vostra compagnia, hai visto mai che ci scappasse una cena a casa loro.

mercoledì 11 aprile 2012

Il Punto della Situazione

Ci sono attimi in cui una persona non può far altro che rimanere basita, balbettare qualcosa di inprecisato e chinare il capo al destino avverso o alla crescente improbabilità. A me capita spesso. Succede quando una ragazza carina si avvicina con fare ammicante solo per poi chiederti una sigaretta. O anche quando la tua squadra del cuore vince 2 a 0 e prende due gol idioti negli ultimi dieci minuti. Oppure, sempre per rimanere in tema calcistico quando vai allo stadio e l'addetto ti fa problemi per una bottiglietta d'acqua mentre due energumeni entrano con abbastanza razzi da conquistare la Libia.



Mi è successo di nuovo stamattina quando, dopo ore interminabili di viaggio, all'apertura della porta della mia stanza i nippoli di polvere mi hanno dato il benvenuto fieri ed orgogliosi come quando mi avevano salutato alla partenza. Sono cambiate molte cose da allora ma ancora resto refrattario alle pulizie domestiche. L'illusione che la stanza sia troppo piccola per sporcarsi è e sarà la mia rovina.



Pulisci la stanza, svuota la valigia, fai il letto mentre esegui tutti i tuoi controlli da paranoico per assicurarti che nessuno abbia stazionato nel tuo regno in tua assenza: la roba nel mobile è come l'hai lasciata, il segno nel letto pure, i fumetti... non so non ricordo come li avevo lasciati. Sarò anche paranoico ma preciso mai.



Una volta finito il tutto mi dedico alla mia attività preferita: ricaricare la pagina della mail in attesa di qualcosa: almeno quattro persone devono contattarmi per robe più o meno importanti e solo una e mezzo ha la necessaria giustificazione. In teoria avrei da fare, ad esempio scrivere o, meglio ancora, trovarmi un lavoro. Ma sono entrambe attività faticose che mi priverebbero del mio hobby.



Anche se in casa non ho praticamente visto nessuno (tranne pigiama seduta sulla tazza con la porta aperta convinta che non ci fosse nessuno) come al solito sento i rumori della vita intorno a me.

La francese pare parli da sola o forse al telefono nel suo strano idioma. Sorride sempre, in qualunque condizione e stato. Come quelle mogli che hanno paura di irritare il amrito pazzo.

Giuseppe è ancora via in missione. Evidentemente si tratta di un bersaglio difficile. Meglio così.

Le altre due ragazze, le sante che mi hanno spiegato come va il mondo qui dentro, sono praticamente evaporate nel nulla. Non le si sente né si vede. Ogni tanto incontro la più silenziosa delle due che puntualmente non spiccica fiato e mantiene le distanze di sicurezza.

Pigiama segue la sua solita routine e le sono grato per quasta oasi di certezze nel caos persistente degli ultimi giorni.



Poi c'è Claudia, quella nuova. Subentrata a Francesca quasi due settimane fa. Ancora non l'ho inquadrata, più che altro perchè tende a stare fuori tutta la giornata. Sembra un tipino solare, ha già tenuto testa a due interrogatori da parte del resto della popolazione dell'appartamento: che fai? Dove lo fai? Perchè lo fai? E perchè invece non fai quest'altro?



Come tradizione io e Pigiama ce ne siamo tenuti fuori ma abbiamo osservato: per ora è ancora un può impacciata ma promette bene in quanto a scenette divertenti.



Come i più esperti tra voi intuiranno stasera non c'è vera ispirazione. Il cervello brancola un po' mentre i pistoni cercano di riprendere il ritmo abituale. C'è qualcosa che mi sfugge che si è inceppato: leggo molto e scrivo poco. Forse sto ricaricando la batteria, non so. Ho sempre fatto un vanto di non sapere che mi passa per la testa.



Ho comprato un'agenda tornado a casa. I vecchi metodi sono i migliori: da oggi in poi mi darò i compiti per cercare di dare un po' di costanza alla creatività. E poi diciamocelo: avere un'agenda piena di scarabicchi e punti e quasi uno status simbol se davvero voglio fare lo scribacchino artistoide.

mercoledì 4 aprile 2012

Libri a caso: fanteria dello spazio


comprato d'impulso a soli 6 euro in offerta ed in edizione economica nel bel mezzo di una crisi creativa. Di questo libro ho sempre sentito parlare un gran bene. In più in tenera età il film, una tamarrata hollywoodiana, mi aveva gasato notevolmente.



Devo essere onesto? Non mi è piaciuto troppo. Mi aspettavo qualcosa di diverso ma è meglio andare con ordine.



Il libro racconta di un fuuro prossimo in cui un governo di stampo militarista ha unificato l'umanità e colonizzato svariati pianeti in giro per la galassia. Nel futuro il diritto di voto è un privilegio che si guadagna solo prestando servizio militare e il giovane Rico, quasi per caso, si ritrova ad arruolarsi nell Fanteria spaziale. Il periodo di ferma dura “solo” due anni ma proprio durante il servizio di Rico l'umanità entra in guerra con una feroce razza aliena: i ragni.



Con queste premesse ci si aspetta almeno qualche grande battaglia e atti di eroismo. Insomma cose così. Invece il libro, raccontato in prima persona da Rico, è più che altro un trattato su un utopia pensata dall'autore. La storia segue la crescita personale di Rico da semplice recluta fino ad ufficiale

ogni capitolo non si risparmia approfondimenti sul come e sul perchè il mondo del futuro è così. In particolare ci si concentra su tre domande: il perchè della guerra, il valore del voto e il significa della violenza.



La società prsentata nel libro è un fascismo “illuminato” nel senso che per quanto opprimente ed autoritaria la società umana funziona (almeno secondo l'unico punto di vista presentatoci: quello di Rico). Però in più punti proprio la presentazione della società umana fa acqua, secondo me.



Le dimostrazioni di ogni decisione morale e del perchè le cose sono giuste così partono sempre da dati di fatto incontrovertibili per il protagonista ma dubbi per il lettore. Spesso ci si trova davanti a frasi del tipo “è ovvio che...” o “sicuramente...” che francamente danno un po' fastidio. I dialoghi stessi sono impostati in modo tale da dimostrare semplicemente quello che l'autore ha da dire.



È dedicata un'attenzione maniacale al dettaglio nelle spiegazioni delle forze militari. La disciplina e le tattiche ma la stessa attenzione viene a mancare nelle descrizioni: tutte le battaglie di Rico tranne quella che da l'inizio al volume sono tirate via con descrizioni sbrigative o svenimenti improvvisi per passare rapidamente avanti. In tutto il libro non si riesce a capire i ragni come sono fatti: vengono presentati come una colonia di enormi insettoidi che vivono sottoterra e dotati di inteligenza primitiva. Poi salta fuori che imbracciano fucili e costruiscono astronavi. Ma per tutto il libro sono presentati come il classico mostro scemo. Mi avrebbe fatto piacere un po' più di cura su quest'aspetto. Ad esempio i tirannidi di warhammer 40k (nati in parte come evoluzione dei ragni) sono bestie che creano flotte ed armi biologiche rimanedo coerenti con il loro aspetto di mostroni furbi (e warhammer 40000 è solo un wargame).



Ad ogni modo il libro ha due grossi meriti considerando quando è stato scritto: in primis fa pensare. Ogni ragionamento sulla società, la guerra e la violenza ti spinge a pensare ai torti ed alle ragioni della cosa. Il libro può essere visto come satira antimilitarista (soprattutto la prima parte) o come un ragionamento amorale. Tutti i ragionamenti dei vari personaggi si poggiano sempre sugli istinti più primari dell'umanità: sopravvivenza ed espansione alla quale poi si aggiunge la morale umana.



Altro pregio, non da poco, è l'invenzione delle armature da combattimento che usano i fanti. Tute supertecnologihce desfrtte con cura in capacità ed usi. Può sembrare una piccolezza ma prima di questo libro non c'erano nel bagaglio fantascientifico.

Ti ucciderò mille volte Bill

avevo scritto il post perfetto. Quel genere di post che crea scompiglio nelle menti e nei cuori della gente. Quel genere di post per cui le folle si esaltano, le donne si bagnano e gli uomini più impressionabili erigono altari in tuo nome su cui sacrificano bellissime vergini.

Tra parentesi, non ho mai capito questa pratica. Perchè uccidere una bellissima vergine in onore del dio incarnato invece di offrigliela come sollazzo concedendole nel contempo l'onore di servire il proprio dio. Ma tant'è... dopotutto le religioni non hanno mai avuto tutto sto senso se viste con un minimo di logica.



Ma sto divagando. Dicevo il post più bello e spettacolare dell'intero universo. Mentre battevo le dita sulla tastiera i grandi poeti e letterati del passato mi apparivno per guidarmi le difficile compito di portare l'illuminazione alle masse ignoranti elevandole nello spirio col mio messaggio di odio e intransigenza.



Ma come molti di vi avranno già capito il mondo non era ancora pronto per tale saggezza. E le forze del male sono sempre lì in agguato per tenere le masse nella loro ignoranza da perore smarrite. In questo specifico caso le forze del male si sono manifestate come una schermata blu elettrico e poche parole incomprensibili tra cui si distingueva chiaramente la scritta: “ERROR tal dei tali”.



No, ovviamente non avevo salvato prima.



Io e una nutrita schiera di santi, letterati e filosofi abbiamo sonoramente imprecato come tifosi indignati davanti ad un rigore non concesso. Ho smanettato un po', ho premuto alcuni bottoni ma poi l'unica via mi si è palesata. Con il dolore nel cuore ho riavviato.



Ovviamente tutto è andato perso. Si, potrei riscrivere il tutto e riprovare ma le grandi verità sono cose che non si fermano nel cervello aspettando i tuoi comodi. Si fermano lo stretto indispensabile per essere scritte e poi passano al prossimo cervello.



E poi sono pigro, molto pigro.



Poi uno si meraviglia che non aggiorno sempre il blog. Quando succedono queste cose penso sempre alla bonanima di Dante o del Manzoni: a loro la pergamena non prendeva improvvisamente fuoco.



Tecnologia di merda.

domenica 1 aprile 2012

La notte dei desideri

Lorenzo è steso su qualcosa di umido, gli fa male la testa, fa fatica a respirare. Si sente un peso sul petto ma non ha la forza di aprire gli occhi tanto meno di muovere il braccio per capire cosa lo tiene bloccato a terra. Fa un paio di versi che per lui sono parole ma sembra che nessuno lo senta. Potrebbe andare nel panico, forse gridare, ma decide che entrambe le cose sono troppo impegnative per cui smette di sforzarsi e si lascia scivolare nell'oblio.



5 ore prima



Capo Miseno, 10 agosto di un anno imprecisato quando eravamo tutti giovani ed i nostri fegati sfidavano ogni sabato il coma etilico in una sfida all'arma bianca. La lunga spiaggia di Miseno è uno dei luoghi tradizionali dedicati ai falò estivi. Quando arriviamo noi, dopo aver superato tre posti di blocco ed aver affrontato un lungo tratto a piedi, sulla spiaggia c'è pochissimo spazio. Poco male, Eduardo e Antonio sono stati così abili da farsi sequestrare la legna per cui nessun falò.



Scegliamo un punto dove possiamo rubare agilmente luce dalle due pire funebri vichinghe degli zawa zawa* vicini. Cristian attacca a suonare i suoi bonghi prima ancora che qualcuno si sia seduto. Suona bene e soprattutto se suona non parla. Buono.

Mentre i giovani tirano fuori l'alcol e le asciugamani io Emanuele e Luca teniamo conciliabolo. Luca, da uomo previdente, ha comprato delle candele da spiaggia per fare luce. Peccato che a vederle adesso siano lumini da cimitero: quelli rossi con tanto di Madonna dorata in rilievo.



Dopo che Aurora si presenta col primo giro di alcolici i ricordi iniziano a farsi confusi: l'alcool è poco ma il cibo è totalmente assente e gli stomaci più deboli pagano pegno. Silvia insegue Daniele per tutta la spiaggia. Non so cos'abbia ma lo sento urlare “i zombie!” e decido di interessarmi ad altre cose.



La musica di Cristian attira man mano gente dai falò limitrofi, presto lo spazio tra le varie comitive si annulla mentre ragazzi e ragazze ballano. Le scorte dei vari gruppi diventano comuni, tranne la nostra: difesa strenuamente dallo zoccolo duro del gruppo interessato più a fumare e bere che alle femmine tutt'intorno. Santi uomini. Intanto io e Emanuele ci inbarchiamo in una compravendita di alcolici con uno Zawa Zawa che non sa manco il suo nome. Alla fine prendiamo 4 bottiglie di rum pagando 15 euro, Emanuele blueffa, l'altro passa e con un gioco delle tre carte degno della stazione garibaldi lui da venti euro a noi e se ne va soddisfatto e felice.



È quasi mezza notte. I più intrepidi ed ubriachi decidono che è arrivato il momento del bagno. Mancano i costumi ma in fondo mutande, boxer e reggiseni sono quasi equivalenti. Non so i dettagli ma quasi mezzora dopo siamo tutti di nuovo sulla riva: alcuni ragazzi sconosciuti hanno tirato fuori della brace: carne e salsicce. Non ci acorgiamo nemmeno che intanto Cristian si è accasciato esausto sul suo bongo.

Il tizio che sta cuocendo carne e peperoni è ancora discretamente sobrio e non lascia il cibo a ogni passante. Restiamo lì affamati come Pannela, ma senza una causa. Dopo un po' Aurora si avvicina al cuoco, non dice nulla. Lo guarda solo con quel suo sguardo che dice: “se magari mi dai qualcosa potrebbe essere che te la do”. Il cuoco ci casca la prima, le seconda e la terza volta. Dopo essesi mangiata il primo piatto Aurora rimedia cibo anche per alcuni di noi, quelli ancora in grado di masticare. Altri mettono in pratica anni di esperienza da imbucati saccheggiando i viveri incustoditi di altri falò.



Con le pance piene, senz apiù musica ma con alncora abbastanza alcool inizia il momento del sentimento. Dura fin troppo poco. Nessuno ha il tempo di appartarsi, il tuono fa sentire la sua voce e la prime gocce fanno il resto.

È il panico: gente che recupera i vestiti, gente che ha perso le sue cose. Si afferrano zaini e asciugamani che si avvicinano vagamente alle vecchie proprietà. Inizia a piovere più forte. Gocce grosse come olive ascolane. Aurora corre a piedi nudi con le scarpe in mano davanti Eduardo con le chiavi e dietro io e Emanuele carichi rispettivamente di Cristian e dei bonghi. Gli altri subito dietro. A tempo di record le nostre quattro auto attraversano Miseno verso la tangenziale, fuori una tempesta d'acqua come solo l'estate sa regalare.



Un rapio giro di telefonate per assicurarci di aver preso tutto: borse?ok, asciugamani? Ok. Bonghi? ok. Vestiti? Ok. Lorenzo? Cazzo!



Mentre facciamo inversione da qualche parte un vigile muore. Ci mettiemo quasi un ora a tornare indietro. La pioggia cresce e poi decresce fino a finire. Sulla spiaggia fangosa, tra i resti del falò Anna Chiara trova il cadavere: disteso a quattro di bastoni coperto di sabbia e da alcune asciugamani fracide Lorenzo borbotta qualcosa. Ci vogliono venti minuti molta forza fruta e una buona dose di promesse invitanti per tirare su Lorenzo.



Sorteggiamo a caso chi sarà il fortunato che se lo caricherà in macchina mentre alcuni scommetto sull'esatto kilometro del primo vomito.



Epilogo

Piazza Quattro Giornate, sono un macchina da più di un ora, abbiamo lasciato gli altri a casa. Emanuele nello stesso momento è impegnato a trascinare Cristian su per le scale di casa sua. Tra una decina di minuti Eduardo lascerà me ed Aurora a casa e poi andrà a dormire.

Una curva e subito dietro una paletta. Un carabiniere di guardi fuori la caserma che ha deciso di farla pagare a sti stronzi che vanno in giro a divertirsi. Eduardo accosta e tira fuori la sua miglior faccia da uomo d'affari, Aurora dorme appoggiara al finestrino davanti io sto steso dietro.

“patente e libretto per favore”

“si subito” dice Edo dopo essersi impappinato in una serie di buon giorno e buona sera

Aurora apre un occhio.

Eduardo sta passando il libretto. Se ci fanno il test dell'alcool questo ci spara direttamente

“ma nun rumpit o' cazzo” sentenzia Aurora prima di rimettersi a dormire.

Eduardo sbianca, il carabiniere lo guarda, poi guarda lei, guarda me e di nuovo lei.

“lasci stare, vada” ci dice quasi in tono di scusa.

Edo non se lo fa ripetere due volte.